Stanno lottando per noi con tutti i mezzi, sono lontani dalle loro case e dai loro cari per giorni interni, stanno affrontando un qualcosa di grande, di gigantesco, di pauroso. Sono i nostri medici e i nostri infermieri, impegnati in prima linea contro il coronavirus, un nemico duro da abbattere. Ma anche tutto il personale sanitario ha bisogno di noi, di sapere che diciamo loro grazie ogni giorno.

Hanno bisogno di un sostegno e della certezza che le loro notti insonni abbiano almeno un senso, di coccole che non rendano vano ogni sforzo e di qualcosa che allevi il dramma vissuto.

A ridurre lo stress di medici e infermieri ci ha pensato per esempio un’agricola bergamasca, la Weedbase, specializzata nella produzione di infiorescenze, che ha deciso di donare ad alcuni ospedali lombardi cannabis light e Cdb dal valore di 100mila euro.

Strano ma vero! Proprio le proprietà rilassanti e distensive fanno della cannabis light legale un’alleata perfetta per quelle categorie professionali, tanto che un grande flusso di richieste per utilizzo personale era già arrivato dal personale delle strutture ospedaliere, spingendo i produttori italiani a supportare gli ospedali.

Una situazione che ha trovato proprio a Bergamo il proprio epicentro: con oltre 4mila contagiati e numerosi decessi, risulta ad oggi non solo la città più colpita della regione, ma tra le più sofferenti di tutta Italia.

Destinata al personale sanitario, la cannabis donata da Weedbase assolverà quindi al suo unico compito: quello di donare il suo principale beneficio riconosciuto ufficialmente dalla comunità scientifica, un profondo rilassamento fisico ed emotivo garantito da oltre 800 principi attivi.

Il livello di THC è inferiore 0,2%, dato che rende i prodotti di Weedbase perfettamente regolari e adatti per finalità mediche, tanto che la richiesta da parte delle strutture ospedaliere lombarde è decisamente in crescita.

Abbiamo donato e continueremo a donare a tutte le strutture ospedaliere, di assistenza, di sostegno che in queste ore stanno salvando vite – spiega Matteo Dubbini, l’imprenditore a capo di Weedbase. I nostri prodotti possono aiutare chiunque in questa battaglia. Ci sono dottori e dottoresse che si commuovono nel vedere i nostri scatoloni pieni di prodotti legali e di grande sostegno in questo periodo storico così delicato.

Il personale ha capito che stiamo dando un aiuto tangibile a centinaia di persone. È il nostro modo di ringraziarli per l’enorme sacrificio che stanno portando avanti”.

La cannabis light

La vendita di cannabis light in Italia è stata approvata al Senato con un emendamento del dicembre scorso in cui sono indicati il contenuto massimo di principio attivo e la tassazione da applicare.

La vendita dell’infiorescenza di canapa, della biomassa e dei preparati a base di Cbd è possibile se il thc è inferiore allo 0,5%, evitando ai commercianti rischi dovuti ai controlli sulla quantità di principio attivo thc, che fino a dicembre variava da 0,2 a 0,5% a seconda della fonte, creando parecchio caos.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Carrello

Back to Top