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Cannabidiolo Legale

Cannabidiolo: cosa dice la legge

Negli ultimi tempi il tema della cannabis light riserva una crescente attenzione, testimoniata anche dal fatto che diverse istituzioni internazionali come ONU e OMS hanno recentemente espresso segnali importanti. Tuttavia l’informazione non è sempre chiara e questo frena molte persone curiose di avvicinarsi al mondo del cannabidiolo.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza!

COSA DICE IL NUOVO DECRETO SUL CANNABIDIOLO

Il Ministero della Salute non ha inserito il cannabidiolo (CBD) nella tabella degli stupefacenti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo classifica come sostanza naturale sicura e il nuovo Decreto del Ministero della Salute dice che ”Nella tabella dei medicinali, sezione B, del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, è inserita, secondo l’ordine alfabetico, la seguente categoria di sostanze: composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis”.

Il Decreto fa riferimento alla tabella dei medicinali della sezione B, cioè quelli prescrivibili con ricetta non ripetibile, la stessa tabella in cui ora è inserita la cannabis terapeutica. Questa tabella non include il CBD, pertanto le infiorescenze di cannabis light sembrano esonerate dal mirino. Si parla di “composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis”. Quindi diventa sostanza controllata solo la “composizione” (ossia il farmaco) ad uso orale (quindi olio, capsule, tinture ecc.) solo se il CBD è stato estratto naturalmente dalla pianta.

Secondo la lettura più plausibile del decreto, tutti i prodotti al CBD estratto naturalmente per uso orale dovranno essere autorizzati dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e venduti con ricetta. In questo modo vengono esclusi da questa procedura tutti i prodotti con CBD ottenuto da sintesi.

Ma per quale motivo il Ministero ha classificato come stupefacenti le composizioni con CBD naturale e non il CBD sintetico?

Durante il processo estrattivo del CBD dalla pianta non è possibile escludere completamente la presenza di THC. Pertanto, un farmaco che contiene CBD estratto naturalmente potrebbe contenere una minima percentuale di THC. Questo non succede nel caso del CBD prodotto da sintesi. A partire dall’entrata in vigore del Decreto, quindi, ogni giudice potrà interpretare a proprio modo l’inserimento in tabella del CBD estratto naturalmente e ad uso orale. Questo crea una gran confusione nel mercato della cannabis light, motivo per il quale necessita di una legge chiara al più presto.

Quanto THC e CBD deve avere la cannabis per poter essere considerata legale in Italia?

Il Cannabidiolo o CBD in Italia è ritenuto legale poiché la regolamentazione imposta dalla Legge, coinvolge essenzialmente la concentrazione del THC, che di fatto deve essere inferiore allo 0,2%, con un’oscillazione massima fino allo 0,6%. Le varietà genetiche della canapa sativa da cui si ricava la cannabis light, sono state ottenute grazie a metodi agronomici innovativi. Questi metodi hanno dato origine a varietà depotenziate dal punto di vista psicotropo, tanto da non poter essere ritenute stupefacenti.

La presenza del cannabidiolo risulta irrilevante, poiché si tratta di un principio attivo che non ha di per sé alcuna azione psicoattiva. Pertanto il CBD può essere assunto legalmente sia attraverso la marijuana che tramite l’utilizzo di qualsivoglia derivato della cannabis.

CANNABIDIOLO: ACQUISTO E CONSUMO

I negozi online o fisici possono vendere tisane, bevande, alimenti, cosmetici, vestiti e anche bustine di marijuana light. Naturalmente tutti questi prodotti a base di CDB devono rispettare la soglia di tolleranza indicata per legge circa la concentrazione di THC. I prodotti che presentano concentrazioni di THC non conformi, sono tuttora sottoposte al rischio di sospensione e sequestro.

Il tasso di THC consentito in Europa varia da paese a paese. Solitamente non supera lo 0.3% per garantire un libero commercio all’interno dei paesi. L’Italia arriva fino ad un limite dello 0.5% di THC e solo la Svizzera raggiunge l’1.0%.

La legge non fa alcun specifico riferimento alla cannabis light per uso ricreativo. Tuttavia non esistono limitazioni sull’utilizzo personale per lo scopo desiderato. Questo significa che chiunque può ordinare il prodotto e consumarlo. Dato che non esiste un’indicazione precisa sull’utilizzo personale, è bene fare attenzione al trasporto. Qualora ci sia un controllo, è necessario specificare che il prodotto è legale e acquistato come previsto dalla legge nei limiti del Thc.

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