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Cannabis: la Francia sospende il divieto di vendita di fiori

Il Consiglio di Stato in Francia si è espresso ieri, dando ragione alle aziende di settore e sospendendo, almeno per il momento, il divieto di commercializzazione allo stato grezzo di fiori e foglie di alcune varietà di cannabis, sebbene il loro contenuto di THC sia inferiore allo 0,3%. Il giudice ha osservato che questa soglia, al di sotto della quale i prodotti sono privi di proprietà narcotiche, è quella utilizzata dalla normativa per autorizzare la coltivazione, l’importazione, l’esportazione e l’uso industriale e commerciale di alcune varietà di cannabis.

Un divieto incongruente

La decisione del Consiglio di Stato rileva diverse incongruenze. Il giudice della camera di consiglio del Consiglio di Stato ritiene che ci sia una seria perplessità sulla legittimità di tale provvedimento di divieto generale e assoluto, a causa della sua natura sproporzionata.

Il codice di sanità pubblica (articolo R. 5132-86) vieta la produzione, la fabbricazione, il trasporto, l’importazione, l’esportazione, il possesso, l’offerta, il trasferimento, l’acquisizione o l’uso di cannabis (piante, resine e prodotti derivati). Tuttavia non risulta che i fiori e le foglie di cannabis sativa L. con un contenuto di THC inferiore allo 0,3% siano tanto nocivi per la salute da giustificare un divieto assoluto. Questo stesso articolo, infatti, prevede che “la coltivazione, l’importazione, l’esportazione e l’uso industriale e commerciale di varietà di cannabis prive di proprietà narcotiche” possano essere autorizzate.

Questa soglia di THC rappresenta, per quanto riguarda il codice di sanità pubblica, quella al di sotto della quale le varietà di cannabis sono prive di proprietà narcotiche. Tuttavia, lo stesso decreto ministeriale vieta la vendita ai consumatori di fiori e foglie allo stato grezzo di queste stesse varietà, anche se il contenuto di THC è inferiore allo 0,3%.

Diverse aziende che si occupano della commercializzazione di prodotti derivati ​​da queste varietà di cannabis, hanno ritenuto opportuno rivedere immediatamente questo divieto imposto.

Il giudice in camera di consiglio ha così sospeso provvisoriamente il divieto, in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci definitivamente sulla fondatezza della legittimità del decreto.

Dalla Corte europea alla Cassazione francese

Nel novembre 2020, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che il divieto di commercializzazione di CBD in Francia era illegale, in quanto contro il principio della libera circolazione delle merci. La Corte di giustizia europea ha stabilito, inoltre, che il CBD non ha effetti nocivi sulla salute e non può essere considerato quindi uno stupefacente.
La Cour de Cassation, la più alta corte francese, ha seguito l’esempio in giugno, stabilendo che qualsiasi CBD prodotto legalmente nell’UE può essere venduto in Francia.