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CBD: i benefici del cannabidiolo

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I principi attivi presenti nella pianta di cannabis sono numerosi e hanno effetti diversi sul corpo umano. Negli ultimi anni le ricerche si sono focalizzate in particolare sul CBD e i suoi effetti benefici. Grazie a questi studi, oggi possiamo affermare che il cannabidiolo è efficace contro diverse patologie. A differenza dei farmaci tradizionali, infatti, il cannabidiolo non produce gravi effetti collaterali e non è tossico per il nostro corpo. Questo lo rende una sostanza con un grande potenziale terapeutico.

In questo articolo vi parleremo del CBD e di tutti i suoi principali benefici!

Che cos’è il CBD?

Prima di parlarvi degli effetti benefici, è importante capire che cos’è il CBD. Si tratta di uno dei principi attivi più rilevanti della cannabis, insieme al THC. A differenza di quest’ultimo, però, il cannabidiolo non ha effetti psicotropi, ma al contrario si è rivelato efficace nel contrastare e inibire l’azione del THC.

Il CBD è un metabolita, ossia una sostanza che diventa altamente assimilabile dall’organismo dopo aver subito un primo processo di trasformazione. Una delle caratteristiche chimiche del cannabidiolo è di essere poco idrosolubile, pertanto è difficile discioglierlo nell’acqua senza aggiungere una sostanza grassa.

Sulla pianta il Cbd si presenta come molecola acida. Per avere un cannabidiolo più attivo e di qualità più elevata, è necessario che la molecola sia neutra. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale, quindi, che la pianta subisca un processo di essiccazione.

CBD: i benefici del cannabidiolo

Sono sempre di più gli studi che confermano l’efficacia del CBD nel trattamento di numerose patologie e disturbi di salute. Il cannabidiolo, infatti, agisce indirettamente sui recettori del sistema endocannabinoide: esso non interviene su una patologia in particolare, ma agisce a seguito di uno squilibrio del sistema e quindi in maniera più ampia. Gli studi si sono concentrati in particolar modo sugli effetti del CBD come:

Proprietà anticonvulsivanti

Nel 2018 è stato approvato un preparato farmaceutico a base di CBD (Epidiolex) per il trattamento della sindrome di Lennox-Gastaut (LGS) e della sindrome di Dravet, due forme di epilessia note per essere resistenti alle terapie.

Un recente studio che ha coinvolto 670 persone affette da vari tipi di epilessia, ha dimostrato che nel 71% delle persone, dopo aver assunto estratti ricchi di CBD a spettro completo, le crisi sono diventate meno frequenti. In circa il 40% delle persone, infatti, le crisi epilettiche si sono dimezzate e nel 25% gli episodi sono diminuiti del 70%. Al termine della ricerca, il 10% del gruppo non ha più sofferto di crisi.

E’ ormai certo che il CBD agisca come anticonvulsivante, anche se per determinare esattamente in che modo funzioni, sono necessari ulteriori studi. Ad oggi, infatti, i meccanismi di azione del cannabidiolo nel trattamento di epilessia e convulsioni, non sono conosciuti.

Proprietà antidepressive

Oltre ad incrementare il numero di endocannabinoidi in circolazione, il CBD è anche un potente alleato per migliorare l’umore. Alcune ricerche, infatti, dimostrano che il CBD stimola i recettori della serotonina, gli stessi attivati dagli antidepressivi.

Nel 2018 alcuni scienziati dell’Università di Washington hanno pubblicato uno studio condotto su 1.400 pazienti affetti da depressione. A essi sono state somministrate diverse tipologie di cannabis, con differenti percentuali di CBD e THC. Lo studio ha evidenziato risultati sorprendenti. Più del 50% dei volontari, infatti, ha percepito un attenuarsi dei sintomi della depressione. In particolare, i ricercatori hanno affermato che i risultati migliori sono stati dati dalla cannabis ad alto contenuto di cannabidiolo (maggiore del 9%) e basso di THC (inferiore allo 5,5%).

I metodi principali usati per il trattamento della depressione sono stati farmaci come gli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina), che hanno la funzione di modificare l’equilibrio ormonale del cervello. Tuttavia, questi farmaci hanno evidenziato di provocare seri effetti collaterali e molti dei pazienti sono ad alto rischio di assuefazione o abuso. Il CBD, al contrario, si è rivelato molto più sicuro. L’OMS, infatti, ha dichiarato che il cannabidiolo non induce alla possibilità di abuso o assuefazione.

CBD e ansia 

Proprietà antinfiammatorie

Proprietà antibatteriche

I cannabinoidi possono essere utilizzati come antibatterici, sia singolarmente, sia in supporto alle terapie antibiotiche. Alcuni studi, infatti, dimostrano come il CBD sia un ottimo alleato per il trattamento delle infezioni, in quanto contrasta con diversi meccanismi la proliferazione e la vitalità delle cellule batteriche. E’ stato constatato che i batteri non sviluppano resistenza contro il CBD.

In Australia, i ricercatori della University of Queensland insieme alla società Botanix Pharmaceuticals Ltd hanno sperimentato il cannabidiolo e riscontrato effetti di miglioramento in alcuni batteri difficili da combattere con i medicinali tradizionali. Gli scienziati hanno verificato, infatti, che il CBD è in grado di sconfiggere batteri resistenti della famiglia dei Gram-positivi, come lo stafilococco aureo e l’enterococco faecalis. Normalmente, i pazienti che ne sono affetti usano medicinali come la penicillina e la meticillina.

Applicando il CBD, il gruppo ricerca ha rilevato miglioramenti curativi. Infatti, oltre a neutralizzare i pericolosi batteri, il cannabidiolo ha distrutto anche la biopellicola dei microrganismi. Rispetto ai normali antibiotici, il CBD si è dimostrato efficace anche nei successivi 20 giorni.

Tuttavia, non è possibile affermare con certezza l’efficacia del trattamento, in quanto è stato applicato solo localmente sopra le infezioni cutanee di un campione di topi.

Proprietà antiossidanti

Le ultime ricerche sugli effetti positivi della cannabis, evidenziano come il CBD sia la fonte più ricca di antiossidanti conosciuta dall’uomo. La struttura del CBD, infatti, contiene un atomo di ossigeno libero, che viene donato ai radicali liberi, neutralizzandoli. È proprio questo atomo di ossigeno libero che contiene le proprietà antiossidanti del CBD. È stato anche dimostrato che il CBD ha proprietà neuroprotettive, che permettono di proteggere il corpo da numerose malattie neurodegenerative.

Sono state condotte diverse ricerche per dimostrare le proprietà antiossidanti del CBD. In uno studio sui ratti si è scoperto che il CBD ha ridotto la tossicità del perossido di idrogeno nei neuroni. Un altro studio ha dimostrato che le proprietà antiossidanti del CBD erano del 30/50% maggiori rispetto alle vitamine C ed E. In un ulteriore studio, pubblicato dal British Journal of Pharmacology, è stato scoperto che il CBD riduce l’infiammazione causata dall’iniezione di amiloide, la proteina associata alla morte delle cellule che causano l’Alzheimer. Inoltre, è stato dimostrato che il CBD riduce la tossicità nei ratti esposti ad alti livelli di glutammato, un neurotrasmettitore eccitatorio.

Il CBD non solo è in grado di bloccare il verificarsi di varie condizioni e malattie legate alla rapida ossidazione, ma anche di invertirne la progressione.

CBD e nausea

Proprietà antidolorifiche

Alcuni studi hanno evidenziato come il CBD sia in grado di influire sui processi chimici caratteristici dell’endocannabinoide chiamato anandamide, una delle molecole neuro-modulatrici associate alla percezione del dolore. Pare, infatti, che il cannabidiolo sia in grado di attivare i recettori coinvolti con la trasmissione e la cronicizzazione del dolore. Il CBD è risultato efficace per il trattamento di due particolari tipi di dolore cronico, quello neuropatico e quello dovuto a un’infiammazione.

L’effetto analgesico del CBD può aiutare le persone che presentano dolori cronici, come mal di schiena, artrite e artrosi. Uno studio del 2016, pubblicato sull’Eur J Pain, ha valutato i benefici del cannabidiolo nei topi da laboratorio affetti da artrite. Gli animali hanno ricevuto una dose di CBD per 4 giorni consecutivi. I ricercatori hanno notato che i topi a cui erano state somministrate basse dosi di cannabidiolo non hanno riscontrato grossi benefici, mentre nei topi che avevano assunto una dose maggiore si è verificata una netta riduzione del dolore e del gonfiore articolare.

Il CBD come antidolorifico risulta un potenziale aiuto anche per i pazienti affetti da tumore, in particolare per la riduzione degli effetti collaterali della chemio e della radioterapia. Il cannabidiolo, infatti, è in grado di alleviare i sintomi di dolore, nausea, vomito e inappetenza. Tuttavia, gli studi effettuati sull’uomo sono ancora limitati, pertanto bisognerà attendere nuove ricerche per confermare il principio attivo terapeutico del CBD.

CBD e stress

Sono moltissimi gli studi che affermano come il CBD sia efficace per contrastare gli stati di stress. Il cannabidiolo, infatti, agisce calmando il sistema nervoso centrale, la muscolatura e riducendo i livelli ematici di cortisolo, considerato l’ormone dello stress. Questo avviene grazie alla sua interazione con i recettori Cb2 del sistema endocannabinoide e la serotonina, un neurotrasmettitore che regola funzioni come l’umore, il sonno e le emozioni.

Gli studiosi del Dipartimento di Studi sulle Psicosi del Kings College di Londra hanno realizzato uno studio su 32 pazienti con un alto rischio di psicosi e 26 persone sane. I 32 pazienti a rischio psicosi erano stati precedentemente divisi in due gruppi: a uno sono stati somministrati 600 mg di CBD al giorno per una settimana, all’altro un placebo.

I risultati, pubblicati su Psychopharmacology, hanno rivelato che il CBD è stato in grado di ridurre significativamente i segni di stress. Il cannabidiolo, infatti, ha ridotto notevolmente i livelli ematici del cortisolo. Gli autori hanno concluso che i risultati dimostrano un enorme potenziale del CBD come trattamento per lo stress e che vale la pena approfondire ulteriormente gli studi.

Possibili effetti collaterali del CBD

Conclusioni

I prodotti al CBD disponibili sul mercato sono sempre più numerosi e sempre più ricercati. I suoi effetti benefici sono ormai noti e gli studi sono in continua evoluzione.

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