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CANNABIDIOLO

Cannabidiolo: come includerlo nella dieta

Vorresti introdurre il cannabidiolo nella tua dieta ma non sai come fare? Non ti preoccupare, non sei l’unico. Che sia per alleviare sintomi specifici o semplicemente per migliorare la salute e il benessere generale, le persone di tutto il mondo stanno cercando di includere il cannabidiolo e altri cannabinoidi nella loro dieta quotidiana.

Continua a leggere per uno sguardo dettagliato su come una dieta a base di cannabidiolo potrebbe aiutarti a vivere una vita più sana e felice.

Perché includere il cannabidiolo nella dieta?

I cannabinoidi hanno preso la ribalta nel mondo della salute e del benessere. Alcune ricerche, infatti, suggeriscono addirittura che la carenza clinica di endocannabinoidi (o CECD) potrebbe essere la causa di moltissimi disturbi, dall’emicrania alla sindrome dell’intestino irritabile, dal dolore cronico alla depressione.

Questo è sufficiente per giustificare la ricerca di modi naturali per incorporare il CBD e altri cannabinoidi nella propria dieta.

Quali alimenti stimolano l’attività dei cannabinoidi?

Il modo più ovvio per incorporare più cannabinoidi nella dieta è consumare cannabis. Tuttavia, è possibile stimolare il sistema endocannabinoide (la rete naturale del corpo di recettori di cannabinoidi ed endocannabinoidi) anche assumendo i seguenti alimenti:

Semi di canapa, chia e lino Gli studi suggeriscono che gli acidi grassi omega (specialmente gli omega 3 e 6) possono aiutare a stimolare l’attività degli endocannabinoidi.
Oggetti, sardine, acciughe e noci Sono ricchi di acidi grassi essenziali.
Cioccolato È stato dimostrato che la polvere di cacao contiene tre tipi di N-acylethanolamines, acidi grassi che possono imitare l’anandamide (un endocannabinoide prodotto naturalmente nel corpo) e attivare i recettori dei cannabinoidi o aumentare naturalmente i livelli di anandamide.
Infusi, tè ed erbe Molte spezie, tè ed erbe contengono terpeni (come beta-cariofillene, pinene, limonene, linalolo e altri) che possono stimolare il sistema endocannabinoide.

Gli studi hanno anche dimostrato che l’alcool può danneggiare il sistema endocannabinoide, pertanto è opportuno limitarne l’assunzione se si vogliono aumentare i livelli di cannabinoidi.

L’importanza di introdurlo gradualmente

Il cannabidiolo, in particolare, è un composto unico che colpisce ogni persona in modo differente e spesso è necessario sperimentare diverse dosi per trovare il giusto dosaggio.

Se non hai mai usato il CBD prima d’ora, ma sei interessato a provarlo come integratore, ti consigliamo di iniziare con una bassa dose di un olio di cannabidiolo di media potenza, come il nostro olio al CBD al 5% o 10%. Il cannabidiolo non è tossico e generalmente è ben tollerato.

Se volete fare del cannabidiolo un punto fermo della vostra dieta, non dovete affidarvi a prodotti già pronti come tinture, commestibili e prodotti topici. Molte persone usano fiori o oli ricchi di cannabidiolo per arricchire i loro piatti preferiti.

Inoltre, una delle ultime tendenze nell’industria alimentare salutistica sono le vitamine al cannabidiolo e gli integratori alimentari arricchiti.

Olio di semi di canapa al Cannabidiolo

Tieni l’olio in bocca (preferibilmente sotto la lingua) per circa 60 secondi.

L’olio di semi di canapa al CBD (disponibile in varie concentrazioni), per esempio, prende tutti i benefici dell’olio di semi di canapa e li combina con i benefici del cannabidiolo.

Il risultato è un potente integratore ricco di acido linoleico e oleico (alleati vitali nella promozione della salute della pelle), acidi grassi omega 3 e 6, acido gamma-linolenico (importante per la pelle e la salute delle donne), e, naturalmente, Cannabidiolo.

L’olio di cannabidiolo è tipicamente assunto per via sublinguale, dove viene assorbito attraverso le membrane mucose che rivestono l’interno della bocca.

Il cannabidiolo presente nei prodotti commestibili fatti in casa o acquistati in negozio, invece, viene assorbito nel tratto digestivo.
Sia la somministrazione sublinguale che l’ingestione di cannabidiolo sono modi efficaci per sfruttare i benefici unici di questo composto. Tuttavia, le diverse vie di somministrazione fanno sì che i nostri corpi assorbano il CBD in modo leggermente diverso, e possono essere più adatti a situazioni diverse.

Quando viene assunto per via sublinguale, il cannabidiolo entra nel flusso sanguigno e inizia ad agire sui recettori di tutto il corpo entro 15-20 minuti.

Il cannabidiolo ingerito, invece, può richiedere da 30 minuti a 1 ora per avere effetto, ma offre un rilascio più lento e graduale del cannabidiolo nel flusso sanguigno.

Come dosare il Cannabidiolo in cucina?

Dosare il Cannabidiolo in cucina può essere piuttosto difficile. Il modo migliore per farlo è calcolare le porzioni di cibo e aggiungere la propria dose standard in ogni porzione.

Se, per esempio, state preparando 4 porzioni di zuppa, e di solito prendete 10 gocce di olio di cannabidiolo al giorno, usate un totale di 40 gocce di cannabidiolo nella vostra ricetta.

Se non avete mai preso il cannabidiolo prima d’ora, vi suggeriamo di provare un olio di CBD di media potenza per almeno una settimana per capire come influisce sul vostro corpo. Se la dose non produce gli effetti desiderati, è possibile aumentarla gradualmente.

Cucinare con l’olio di Canapa al CBD

Cucinare con l’olio di cannabidiolo è il modo migliore per iniziare il vostro viaggio nell’uso del CBD in cucina. Il processo è semplice:

  1. Misurate la dose
  2. Preparate il cibo
  3. Aggiungete l’olio di cannabidiolo

Fate attenzione a non portare l’olio al CBD a diretto contatto con il calore elevato. Se volete fare un sugo per la pasta al cannabidiolo o una frittura, per esempio, basterà aggiungere l’olio alla fine.

Cucinare con i fiori di cannabidiolo

Cucinare con i fiori di cannabidiolo è molto più semplice, in quanto vi permette di avere un maggiroe controllo sulla dose ed è molto più economico. Ecco come cucinare con i fiori:

  1. Prendere la quantità di fiori necessaria;
  2. Tritare i fiori e distribuirli uniformemente in una teglia foderata. Decarbossilare a 110-120°C per 30-40 minuti.. Mescolare regolarmente per far sì che i boccioli si decarburino uniformemente e non si brucino.
  3. Scaldare il fiore decarbossilato nella quantità di olio o burro necessaria. Lasciare sobbollire la miscela a fuoco basso per 3 ore per estrarre il maggior numero possibile di cannabinoidi e altri composti attivi;
  4. Filtrare l’olio o il burro per rimuovere eventuali pezzi di pianta, lasciare raffreddare e utilizzare come richiesto nella vostra ricetta.

Nota Bene: Se cucinate regolarmente con il cannabidiolo, potete preparare quantità maggiori di olio o burro di cannabidiolo per risparmiare tempo.

Alcuni consigli prima di cimentarvi in cucina

  • I cannabinoidi, i terpeni e i flavonoidi che danno alla cannabis i suoi aromi, sapori ed effetti sono tutti composti molto fragili. Se esposti a temperature elevate, superiori ai 120°C circa, questi composti iniziano a rompersi e ad evaporare nell’aria.
  • Preparare l’olio e il burro di cannabis richiede un po’ di pazienza, poiché gli ingredienti devono essere infusi a temperature relativamente basse per diverse ore. Idealmente, cuocete la vostra miscela di cannabidiolo e olio/grasso a fuoco basso per circa 3 ore per un’estrazione corretta.
  • Dopo che il materiale vegetale grezzo è stato infuso in una base di olio o burro, dovrà essere filtrato con un filtro fine, come ad esempio una stamigna. Non spremete la stamigna per accelerare il processo o rischierete  di introdurre del materiale vegetale nella soluzione.

Cosa dice la legge?

Negli ultimi tempi il tema della cannabis light riserva una crescente attenzione, testimoniata anche dal fatto che diverse istituzioni internazionali come ONU e OMS hanno recentemente espresso segnali importanti. Tuttavia l’informazione non è sempre chiara e questo frena molte persone curiose di avvicinarsi al mondo del cannabidiolo.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza!

Il nuovo decreto sul cannabidiolo

Il Ministero della Salute non ha inserito il cannabidiolo (CBD) nella tabella degli stupefacenti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo classifica come sostanza naturale sicura e il nuovo Decreto del Ministero della Salute dice che ”Nella tabella dei medicinali, sezione B, del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, è inserita, secondo l’ordine alfabetico, la seguente categoria di sostanze: composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis”.

Il Decreto fa riferimento alla tabella dei medicinali della sezione B, cioè quelli prescrivibili con ricetta non ripetibile, la stessa tabella in cui ora è inserita la cannabis terapeutica. Questa tabella non include il CBD, pertanto le infiorescenze di cannabis light sembrano esonerate dal mirino. Si parla di “composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis”. Quindi diventa sostanza controllata solo la “composizione” (ossia il farmaco) ad uso orale (quindi olio, capsule, tinture ecc.) solo se il CBD è stato estratto naturalmente dalla pianta.

Secondo la lettura più plausibile del decreto, tutti i prodotti al CBD estratto naturalmente per uso orale dovranno essere autorizzati dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e venduti con ricetta. In questo modo vengono esclusi da questa procedura tutti i prodotti con CBD ottenuto da sintesi.

Perchè il Ministero ha classificato come stupefacenti le composizioni con CBD naturale e non il CBD sintetico?

Durante il processo estrattivo del CBD dalla pianta non è possibile escludere completamente la presenza di THC. Pertanto, un farmaco che contiene CBD estratto naturalmente potrebbe contenere una minima percentuale di THC. Questo non succede nel caso del CBD prodotto da sintesi. A partire dall’entrata in vigore del Decreto, quindi, ogni giudice potrà interpretare a proprio modo l’inserimento in tabella del CBD estratto naturalmente e ad uso orale. Questo crea una gran confusione nel mercato della cannabis light, motivo per il quale necessita di una legge chiara al più presto.

Quanto THC e CBD deve avere la cannabis per essere considerata legale in Italia?

Il Cannabidiolo o CBD in Italia è ritenuto legale poiché la regolamentazione imposta dalla Legge, coinvolge essenzialmente la concentrazione del THC, che di fatto deve essere inferiore allo 0,2%, con un’oscillazione massima fino allo 0,6%. Le varietà genetiche della canapa sativa da cui si ricava la cannabis light, sono state ottenute grazie a metodi agronomici innovativi. Questi metodi hanno dato origine a varietà depotenziate dal punto di vista psicotropo, tanto da non poter essere ritenute stupefacenti.

La presenza del cannabidiolo risulta irrilevante, poiché si tratta di un principio attivo che non ha di per sé alcuna azione psicoattiva. Pertanto il CBD può essere assunto legalmente sia attraverso la marijuana che tramite l’utilizzo di qualsivoglia derivato della cannabis.

Cannabidiolo: acquisto e consumo

I negozi online o fisici possono vendere tisane, bevande, alimenti, cosmetici, vestiti e anche bustine di marijuana light. Naturalmente tutti questi prodotti a base di CDB devono rispettare la soglia di tolleranza indicata per legge circa la concentrazione di THC. I prodotti che presentano concentrazioni di THC non conformi, sono tuttora sottoposte al rischio di sospensione e sequestro.

Il tasso di THC consentito in Europa varia da paese a paese. Solitamente non supera lo 0.3% per garantire un libero commercio all’interno dei paesi. L’Italia arriva fino ad un limite dello 0.5% di THC e solo la Svizzera raggiunge l’1.0%.

La legge non fa alcun specifico riferimento alla cannabis light per uso ricreativo. Tuttavia non esistono limitazioni sull’utilizzo personale per lo scopo desiderato. Questo significa che chiunque può ordinare il prodotto e consumarlo. Dato che non esiste un’indicazione precisa sull’utilizzo personale, è bene fare attenzione al trasporto. Qualora ci sia un controllo, è necessario specificare che il prodotto è legale e acquistato come previsto dalla legge nei limiti del Thc.

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