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Cannabis: la Thailandia verso la depenalizzazione

La Thailandia è la prima nazione asiatica ad approvare la depenalizzazione della marijuana a scopo ricreativo. Il ministro della Salute Anutin Charnvirakul ha annunciato che il Consiglio per il controllo dei narcotici ha approvato l’eliminazione della cannabis dall’elenco degli stupefacenti. Tuttavia le autorità hanno lasciato una zona grigia sul suo utilizzo a scopo ricreativo.

L’uso della cannabis a scopo terapeutico era già consentito dal 2018. La Thailandia, infatti, è stato il primo paese asiatico a compiere questo passo. A partire dal prossimo anno, sarà autorizzato l’uso di tutta la pianta per finalità autoproduttive, economiche e turistiche.

Cannabis: le leggi non sono ancora chiare

Il Ministro della Sanità Charnvirakul ha dichiarato che l’intenzione è quella di rimuovere dalla lista dei narcotici ogni parte della pianta. L’unica eccezione saranno gli estratti di cannabidiolo (CBD) con una percentuale di tetraidrocannabinolo (THC) superiore allo 0,2%. Una volta entrata in vigore la nuova lista, tutti i prodotti a base di cannabis, che normalmente contengono una percentuale di THC inferiore allo 0,2%, potranno essere prodotti e usati liberamente.

Tuttavia, le leggi tailandesi sulla cannabis rimangono piuttosto confuse. Sebbene la Thailandia abbia rimosso la cannabis a basso contenuto di THC dal suo elenco dei narcotici, non è ancora consentito coltivarla in casa. Chi coltiva senza autorizzazione, infatti, va incontro a procedimenti legali. In Thailandia, il possesso di erba può comportare una pena detentiva fino a 15 anni. Un parlamentare del partito Bhumjaithai ha espresso preoccupazione per la mancanza di chiarezza da parte delle autorità su questa modifica di legge. Il Ministero della salute pubblica thailandese classifica ancora la cannabis come narcotico di categoria 5. Il segretario generale dell’ONCB, Wichai Chaimongkhon, ha affermato che non includere la cannabis nel nuovo codice è un modo per prepararsi a rimuoverla dall’elenco di categoria 5 in futuro.

Attualmente, i produttori di cannabis devono avere l’autorizzazione dal Ministero della Salute Pubblica per coltivare la pianta a scopi medici o di ricerca. L’uso ricreativo è ancora vietato. Viroj Sumyai, ex presidente dell’International Narcotics Control Board, ha affermato che se la Thailandia ne consentisse l’uso ricreativo, non sarebbe più consentito importare alcune droghe.

Gli effetti della legalizzazione sull’economia del paese

Questa iniziativa sarebbe una spinta importante per la ripresa economica del paese e potrebbe essere un aiuto soprattutto per chi è stato colpito duramente dalla pandemia. Charnvirakul ha sottolineato che “Quando l’economia è in ripresa e non abbiamo nuovi prodotti come alternative, le persone continuano a fare le stesse cose e ad essere in competizione tra loro. Tuttavia, se offriamo loro una scelta, possono imparare a costruire su di essa, creando nuovi prodotti e modelli di business, che a loro volta accelereranno la ripresa economica”.

Cannabis per uso personale

In base al nuovo regolamento, le persone potranno coltivare piante di cannabis in casa per uso personale, previa notifica alle autorità locali. Tuttavia, la marijuana utilizzata per scopi commerciali richiede ulteriori licenze.

A seguito delle modifiche apportate nel 2020 per legalizzare la cannabis medica, i legislatori hanno rimosso la maggior parte della pianta di cannabis dall’elenco delle droghe controllate di categoria 5, ad eccezione di semi e fiori. Tuttavia, nel prossimo futuro, anche questi verranno rimossi dall’elenco.

Cannabis: produzione, uso commerciale e turismo

Nel frattempo, il ministero della Salute presenterà al parlamento un altro disegno di legge per regolare vari aspetti del settore, tra cui la produzione e l’uso commerciale.

Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Reale ufficiale, il regolamento entrerà in vigore dopo 120 giorni. Il vice primo ministro Wissanu Krea-ngam ha avvertito che le modifiche riguardano l’uso di specifici prodotti a base di cannabis e che il disegno di legge deve ancora essere convertito in legge definitiva. Appena la legge sarà approvata, il re la firmerà e le modifiche potranno entrare in vigore intorno ad aprile 2022.

Secondo il sito web di notizie locale Thiger, la FDA thailandese ha in programma di lanciare un “Cannabis Sandbox“, cioè un programma per attirare turisti e appassionati di cannabis. Questa disposizione consentirebbe a tutti i turisti di età superiore ai 20 anni di consumare cannabis in determinate aree autorizzate. Sicuramente sarebbe un buon incentivo anche per il settore turistico.