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I colori della cannabis e i loro significati

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Quando pensiamo alla cannabis automaticamente ci viene in mente il colore verde. Siamo abituati, infatti, a pensare alla classica pianta con le foglie a cinque punte seghettate. Chi la coltiva o ha la possibilità di vedere le piante, però, sa bene che la cannabis può avere diversi colori, come il rosso, il viola, il giallo e persino il nero. A parte la loro tonalità, questi colori non rendono le cime necessariamente diverse dalle comuni varietà verdi. Tuttavia, i colori della cannabis rappresentano degli indicatori delle proprietà genetiche e possono influenzare il sapore, la potenza e altri fattori ancora.

Ma da cosa dipendono questi colori? È vero che una pianta più colorata è anche più potente? In questo articolo risponderemo a queste domande e vedremo insieme cos’è che provoca i cambiamenti di colore e cosa possiamo intuire dal colore di una pianta.

Perchè esistono diversi colori della cannabis?

Ci sono diversi fattori che possono influenzare i colori della cannabis, tra cui:

  • Struttura chimica: il primo fattore che può influenzare il colore della pianta è un’anomalia nella struttura chimica. La presenza e l’equilibrio di sostanze chimiche, come le antocianine ed i carotenoidi, infatti, sono fondamentali per l’aspetto finale del raccolto;
  • Maturità: questo fattore non influisce sul colore tanto quanto gli altri, tuttavia la maturità della pianta avrà un impatto importante sul colore dei pistilli, i peli arancioni sparsi nelle cime mature. Man mano che la pianta si avvicina al momento della raccolta, il colore diventerà sempre più acceso, fino a raggiungere sfumature rosse, rosa e marroni;
  • Carenze: anche le carenze di nutrienti o di acqua possono influire sui colori della cannabis. Ad esempio, se non hanno abbastanza azoto nella loro nutrizione giornaliera, le foglie potrebbero assumere una tonalità gialla. Se c’è una mancanza di fosforo, invece, le foglie potrebbero diventare addirittura rosse.
  • Livello di pH: diversi intervalli di pH possono far sì che gli antociani esprimano tonalità diverse;
  • Stress: alcuni fattori di stress, come le radiazioni UV, aumentano la produzione di antociani;
  • Temperatura: le temperature notturne più fresche alla fine di una stagione di coltivazione costringono le piante ad orientarsi meno sulla produzione di clorofilla durante la fioritura, innescando un aumento della produzione di antociani.

Come vi abbiamo accennato nel paragrafo precedente, questi colori non indicano per forza dei problemi. Tuttavia, se un determinato colore non è comune in una specifica varietà, è consigliato controllare la soluzione nutritiva.

Quanti e quali sono i colori della cannabis

Ora che sapete da cosa può dipendere la diversa colorazione, vediamo nel dettaglio quanti e quali sono i colori che la cannabis può assumere.

Verde (clorofilla) 

Sicuramente avrete già sentito il termine “fotosintesi”. Si tratta di un processo che consente alle piante di convertire l’energia luminosa in carboidrati, utilizzati per la crescita e lo sviluppo. Protagonista di questo processo è la clorofilla, un pigmento verde che permette alle piante di assorbire energia dalla luce. Le molecole di clorofilla si trovano nei cloroplasti, minuscole strutture all’interno delle cellule vegetali. E’ proprio la clorofilla che conferisce alle piante il colore verde e rappresenta circa il 70% dei pigmenti contenuti in esse. Dalla sua concentrazione dipende la differente colorazione della pianta. La clorofilla normalmente copre gli altri pigmenti; per questo motivo la maggior parte delle varietà di cannabis sono verdi.

Giallo e arancione (carotenoidi)

Se la clorofilla conferisce alle piante un colore verde, per quale motivo alcune varietà presentano sfumature giallo/arancioni? Queste sono il risultato di un altro gruppo di sostanze fitochimiche: i carotenoidi. Conosciute anche come tetraterpenoidi, queste molecole sono una famiglia di pigmenti organici gialli, arancioni e rossi che si trovano in molte specie vegetali. Sono gli stessi che donano colori vivaci ad esempio a carote, papaia, zucca e peperoni. I carotenoidi, inoltre, agiscono come antiossidanti, attirano i colori, fungono da precursori degli ormoni vegetali ed aiutano anche la fotosintesi. Sono stati identificati oltre 750 carotenoidi e nelle foglie di cannabis si trovano: β-carotene, Luteina, Violaxantina, Neoxanthin e β-criptoxantina. L’intensità del colore dipende dalla concentrazione di tutti questi carotenoidi nelle singole varietà di cannabis.

Rosso e rosa (carotenoidi ed antociani)

Alcune varietà di marijuana possono presentare sfumature rosse e/o rosa, a causa della presenza della antocianine. Si tratta di una tipologia particolare di flavonoidi, ossia sostanze fitochimiche responsabili dei colori della cannabis. In particolare, è la combinazione di antocianine e carotenoidi che favorisce la colorazione rosso/rosa.

Viola e blu (antociani)

La cannabis viola è diventata molto popolare negli ultimi anni. I responsabili di queste particolari tonalità sono gli antociani, specialmente se esposti ad intervalli di pH neutri. Poiché le antocianine si accumulano in grandi quantità all’interno della pianta, i pigmenti delle cime verranno indirizzati verso le tonalità più scure.

Nero e marrone (antociani)

Le piante di cannabis che ci appaiono nere e marroni, in realtà hanno sfumature di viola molto profonde. Questi ceppi possiedono alti livelli di antociani, probabilmente a causa di un gene recessivo che aumenta la conversione del glucosio nei pigmenti colorati. Tuttavia, una pianta dall’aspetto nero è sinonimo anche di una reazione a particolari cambiamenti nel loro ambiente. Questi composti, infatti, si attivano quando le temperature scendono per aiutare a prevenire il congelamento dell’acqua presente all’interno della pianta. Inoltre, la cannabis normalmente preferisce un un substrato leggermente acido. Tuttavia, con un profilo più neutro le piante assumeranno sfumature decisamente più scure. Per ottenere questo risultato, l’intervallo ideale è tra 5,8 e 6,8.

Cosa possiamo capire dai colori della cannabis?

Vediamo ora cosa è possibile intuire a seconda delle diverse colorazioni:

  1. Aroma: alcune varietà sono molto più colorate di altre. Questo significa che sicuramente contengono una quantità maggiore di flavonoidi, pertanto i profumi e gli aromi saranno potenziati;
  2. Potenza: in realtà, il colore non ci dice niente sulla quantità di THC, il responsabile dell’effetto psicoattivo. Ciò che può aiutare è la presenza dei tricomi. Se la pianta è ricoperta di minuscoli cristalli bianchi/ambrati significa che ha un’ottima produzione di tricomi e di conseguenza di cannabinoidi. I tricomi, se sono particolarmente scuri o ambrati, indicano un elevato contenuto di THC;
  3. Maturazione: se le foglie sono particolarmente ingiallite probabilmente ci troviamo in uno stadio avanzato della fioritura. Tuttavia, una seconda verifica possiamo farla analizzando il colore dei pistilli. Normalmente, quando circa il 50% dei pistilli è arancione, la pianta è pronta per la raccolta. Se il numero di pistilli ingialliti è maggiore del 70% la pianta potrebbe aver superato l’apice di maturazione; al contrario, se i pistilli sono quasi tutti bianchi, sarà necessario lasciarla maturare ancora;
  4. Imperfezioni: se una pianta non cresce in un ambiente ideale, con pH neutro e completezza di nutrienti, può manifestare delle alterazioni di colore. Questo non significa che abbia dei problemi, tuttavia può indicare delle imperfezioni, come la crescita in un ambiente acido o una carenza di fosforo;
  5. Temperatura: la temperatura è fondamentale per i colori della cannabis. Una pianta che cresce in un ambiente caloroso sarà stimolata a produrre più clorofilla e quindi prevarrà il colore verde. Una pianta che  cresce in un ambiente più freddo, invece, produce meno clorofilla e permette agli altri pigmenti, antocianine e carotenoidi, di manifestarsi con colori più vistosi come viola, rosso, o blu.

Conclusioni

Dal colore di una pianta è possibile capire davvero molte cose. Se conosciamo la varietà di cannabis possiamo intuire non solo il suo stato di salute, ma anche la sua maturità. Possiamo capire se una pianta è stata cresciuta in un ambiente caldo o freddo e persino le condizione del terreno. Tuttavia, il colore non offre indicazioni sulla potenza o su effetti particolari di specifiche varietà.

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