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Endocannabinoidi: cosa sono e a cosa servono

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Molti di voi sapranno che l’uso terapeutico della cannabis sativa è noto fin dall’antichità. La prima testimonianza, infatti, risale a circa 5000 anni fa in Cina. Qui l’uomo utilizzava spesso gli estratti della pianta per alleviare il dolore. Ad oggi sono stati identificati circa 120 fitocannabinoidi, tra cui il più famoso ​​Δ9-tetraidrocannabinolo (THC), il principale elemento psicotropo. I fitocannabinoidi sono, quindi, i cannabinoidi naturali generati dalle piante. E gli endocannabinoidi invece? Questi si generano direttamente dal corpo umano e vengono sintetizzati a livello del sistema nervoso centrale.

In questo articolo ci concentreremo proprio sugli endocannabinoidi e sulle loro funzioni principali.

Continuate a leggere per saperne di più!

Cosa sono gli endocannabinoidi?

Gli endocannabinoidi (eCB), sono piccole molecole derivate da acidi grassi polinsaturi. Essi si differenziano dai fitocannabinoidi per la loro struttura chimica. Queste molecole esercitano principalmente i loro effetti attraverso l’attivazione di specifici recettori: CBR1 e CBR2. Questi ultimi appartengono alla famiglia dei recettori accoppiati a proteine ​​G e hanno un sistema di tipo inibitorio di trasduzione del segnale. 

Il CBR1 è principalmente presente nel Sistema Nervoso Centrale (SNC) e svolge un ruolo nelle malattie neurodegenerative e nei disturbi neuropsicologici. Il CBR2 si trova, invece, principalmente nelle cellule immunitarie e funge da immunomodulatore del sistema endocannabinoide (EC).

Gli endocannabinoidi identificati finora sono 5:

  1. anandamide (N-arachidonoiletanolamide, AEA)
  2. 2-arachidonoilglicerolo (2-AG)
  3. noladin etere (2-arachidonilglyceriletere)
  4. virodamina (O-arachidonoil-etanolamina)
  5. NADA (N-arachidonoil-dopamina)

Gli endocannabinoidi e il sistema endocannabinoide

Il sistema endocannabinoide è un sistema biologico di comunicazione tra le cellule. Si tratta di uno dei più complessi sistemi del nostro corpo, che contribuisce a regolare moltissime funzioni vitali. Inoltre, la sua funzione è anche quella di mantenere l’omeostasi dell’organismo, cioè il suo equilibrio interno.

Il sistema endocannabinoide è presente in diverse specie, dai mammiferi, ai rettili, fino agli invertebrati. Tuttavia, è stato scoperto in un animale vissuto 600 milioni di anni fa, lo schiavo marino. Questo fa pensare, quindi, che il sistema biologico fosse già presente prima che arrivasse la cannabis.

Che cos’è il sistema endocannabinoide?

Come vi abbiamo accennato nel paragrafo precedente, il sistema endocannabinoide è un complesso sistema di comunicazione tra le cellule, composto da tre elementi: gli endocannabinoidi, i recettori e gli enzimi. Gli endocannabinoidi sono molecole che registrano le variazioni delle condizioni esterne e attivano poi i recettori, per trasmettere dei segnali. In questo modo, le cellule possono innescare una risposta. Le prime due molecole del sistema conosciute sono state l’Anandamide e il 2-Arachidonoilglicerolo (2-Ag). Esse sono già presenti nel nostro organismo e vengono rilasciate solo se necessario.

Il secondo elemento del sistema è rappresentato dai recettori CB1 e CB2, che si trovano nella membrana di diversi tipi di cellule. I CB1 sono presenti soprattutto nelle cellule nervose dell’encefalo (neuroni) del Sistema Nervoso Centrale (SNC) e sono distribuiti in particolare nella corteccia, nell’ippocampo, nell’amigdala, nei gangli e nel cervelletto. Sono responsabili del movimento, delle funzioni cognitive complesse, dell’apprendimento, della memoria e delle emozioni. Inoltre, sono presenti anche nelle cellule di polmoni, muscoli, organi riproduttivi, fegato e nel sistema cardiovascolare. I CB2, invece, sono espressi principalmente a livello periferico e sono presenti nelle cellule di ossa, milza, colon, pancreas e nel sistema immunitario.

I CB1 interferiscono con i neurotrasmettitori, per proteggere il SNC dalla sovrastimolazione, mentre i CB2 regolano l’attività del sistema immunitario.

Il sistema endocannabinoide è composto anche dagli enzimi, che hanno il compito di distruggere le molecole, una volta che hanno svolto i loro compiti. In questo modo, si evita un accumulo di endocannabinoidi all’interno dell’organismo.

In che modo gli endocannabinoidi influenzano il corpo?

Il sistema endocannabinoide è il sistema che controlla il nostro metabolismo, influenza il comportamento e inibisce le risposte nocive evocate. Di seguito vediamo come questi composti influenzano il corpo e come sono usati per aiutare a regolare la nostra salute e il nostro benessere.

Gli endocannabinoidi regolano il metabolismo

Gli endocannabinoidi regolano il metabolismo aumentando la quantità di energia che i nostri corpi possono immagazzinare e utilizzando il cibo che consumiamo. Lo fanno attivando il sistema AMPK, che inibisce le vie anaboliche e stimola quelle cataboliche. A sua volta, questo aumenta il rapporto tra ATP e AMP. Si ritiene che questo meccanismo regoli il nostro appetito.

Gli endocannabinoidi sono prodotti dal corpo umano e agiscono sui tessuti periferici, compresi adipociti ed epatociti. Regolano anche il metabolismo nel pancreas e nel tratto gastrointestinale. Alcuni ricercatori ritengono che i farmaci che bloccano il recettore CB1 possano essere usati per trattare i disturbi metabolici.

La ricerca sui roditori suggerisce che gli endocannabinoidi influenzano l’equilibrio energetico nel corpo. I recettori CB1 centrali si trovano nell’ipotalamo, che controlla l’assunzione di cibo. Durante il digiuno, i livelli di 2-Ag aumentano, quindi diminuiscono quando gli animali riguadagnano l’appetito. Inoltre, la somministrazione diretta di antagonisti AEA e CB1 nell’ipotalamo ventromediale produce un effetto iperfagico generale. Altri studi hanno trovato livelli aumentati di endocannabinoidi nei roditori con obesità.

Influenzano il comportamento

Gli endocannabinoidi possono anche migliorare la nostra salute e il nostro benessere e hanno dimostrato di alleviare determinate condizioni, come la sindrome dello spreco associato all’AIDS e alla chemioterapia. Gli endocannabinoidi si trovano anche nella cannabis, che molte persone usano per trattare l’ansia e altri disturbi comuni.

I ricercatori hanno scoperto che gli endocannabinoidi hanno un ruolo significativo nella regolazione della funzione cerebrale e della plasticità sinaptica. Alcuni modelli animali di disturbo dello spettro autistico (ASD) hanno alterati livelli di endocannabinoidi. In questi modelli, l’attivazione delle EC ha salvato alcuni deficit sociali. Sebbene il meccanismo alla base di questi disturbi rimanga scarsamente compreso, è possibile che l’ECS contribuisca allo sviluppo di disturbi psichiatrici.

Gli endocannabinoidi sono ampiamente distribuiti nel sistema nervoso centrale e sono presenti in molti organi e tessuti. Questi composti possono influenzare il comportamento e l’umore e gli studi hanno dimostrato che i livelli di questi composti sono correlati con la gravità dell’autismo.

Regolano l’infiammazione

Gli endocannabinoidi sopprimono le risposte immunitarie e l’infiammazione. Quando viene rilevata un’infezione, le cellule immunitarie rilasciano molecole infiammatorie che dicono ad altre cellule immunitarie di unirsi alla battaglia. Gli endocannabinoidi agiscono come un segnale per queste cellule, il che è probabilmente il motivo per cui regolano strettamente l’infiammazione. Ciò consente al sistema immunitario di uccidere i batteri e rimuovere il tessuto danneggiato, senza innescare eccessivamente infiammazione.

Gli studi sugli endocannabinoidi mostrano che regolano la crescita cellulare, la differenziazione e l’infiammazione. Gli endocannabinoidi agiscono attraverso i recettori dei cannabinoidi, che sono presenti in tutto il sistema nervoso. Controllano anche l’attività di diversi enzimi, tra cui fosfolipasi e N-aciltransferasi. I recettori nel sistema endocannabinoide si trovano nelle terminazioni nervose sensoriali periferiche e nei circuiti del dolore. È stato anche dimostrato che gli endocannabinoidi hanno un effetto modulatorio sul dolore causato dal cancro.

In uno stato normale, gli endocannabinoidi vengono rilasciati dalle cellule cerebrali. Inoltre, inibiscono l’attività dei neuroni iperattivi. Quando un neurone iperattivo rilascia troppi segnali, il neurone in ascolto produce endocannabinoidi per dire al neurone iperattivo di rallentare. Questo tiene sotto controllo i neuroni e aiuta a mantenere l’omeostasi.

Inibiscono le risposte evocate da stimolazioni nocive

Gli endocannabinoidi inibiscono le risposte evocate dalle stimolazioni nocive inibendo gli afferenti nocicettivi. In particolare, gli endocannabinoidi inibiscono la trasmissione di segnali dolore deprimendo i neuroni inibitori e attivando quelli eccitatori.

Sebbene gli endocannabinoidi inibiscano le risposte evocate dai nocive, possono avere effetti sia pro e anti-nocicettivi. Questi composti possono avere effetti anti-nocicettivi in alcuni tessuti, incluso il cervello. Possono anche inibire i circuiti nocicettivi inibendo le attività dei neuroni inibitori.

Gli endocannabinoidi inibiscono le risposte evocate dagli stimoli nocivi in vari modi, tra cui l’inibizione della trasmissione glutamatergica e glicinergica. Inoltre, la stimolazione del recettore CB1 migliora la nocicezione. La disinibizione mediata da TRPV1 nel midollo spinale è stata implicata nell’allodinia indotta da lesioni.

L’effetto antinocicettivo dei cannabinoidi sui neuroni della WDR spinale è stato dimostrato in un modello di roditori. In questo esperimento, sono stati isolati 62 neuroni WDR spinali e la stimolazione termica nociva è stata applicata usando un dispositivo Peltier sui loro campi ricettivi. La somministrazione intraventricolare o sistemica di cannabinoidi ha inibito significativamente le risposte di evoke nocivi nelle sezioni del cervello di ratto.

Endocannabinoidi: in conclusione

Nonostante la sua interazione con i cannabinoidi vada ancora approfondita, il sistema endocannabinoidi ha senza dubbio un ruolo fondamentale. Infatti, grazie alle capacità di regolatore della maggior parte dei processi fisiologici di un organismo, è considerato uno dei più importanti sistemi presenti nel nostro corpo, indispensabile per il mantenimento dell’omeostasi.

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