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Hotboxing: cos’è e come si fa

Sembra una tecnica di ultima generazione, ma in realtà l’hotboxing è una pratica che risale a migliaia di anni fa. Gli amanti della cannabis la seguono ancora oggi per avere esperienze esaltanti e “potenti” in compagnia. L’hotboxing, infatti, permette di aggiunge quel tocco in più di allegria alle serate tra amici. Gli effetti che si percepiscono sono molto più forti di quelli di una canna d’erba fumata in uno spazio aperto.

In questo articolo vi spiegheremo di cosa si tratta esattamente e come dev’essere eseguita questa tecnica.

Cos’è l’hotboxing?

La tecnica dell’hotboxing consiste nel fumare cannabis in uno spazio piccolo, chiuso e non ventilato. Si tratta di una pratica che va intrapresa sicuramente con cautela e moderazione, tuttavia l’intenzione è quella di combinare il fumo con un eccesso di anidride carbonica per sballarsi di più e più velocemente. Non è certo il metodo più consigliato per consumare cannabis, ma è sicuramente un ottimo modo per divertirsi.

Normalmente si tratta di un gruppo di amici che si chiudono in un’auto, una tenda o una piccola stanza. Man mano che le canne, i bong e qualsiasi altro strumento per fumare inizieranno a girare, lo spazio verrà avvolto completamente dal fumo. I sostenitori dell’hotboxing affermano che non tutti i presenti hanno bisogno di accendere una canna per avere qualche effetto. La densa nuvola di fumo che si forma, infatti, ha il potere di sballare esattamente come se venisse assunto THC.

Come vi abbiamo accennato nell’introduzione, l’hotboxing non è una tecnica innovativa moderna, ma risale a migliaia di anni fa. Lo scrittore greco Erodoto assistette ad una sessione di hotboxing in un villaggio di Sciti, una tribù di guerrieri nomadi. Essi erano soliti chiudersi a fumare in strutture simili a tende dopo i riti funebri.

Con l’hotboxing ci si sballa di più?

Nonostante le esperienze aneddotiche degli “hotboxer” di tutto il mondo, l’efficacia di questa pratica è stata provata dai ricercatori della John Hopkins School of Medicine che hanno avuto l’opportunità di creare un hotboxing sperimentale.

Il team di ricerca ha considerato un gruppo di partecipanti che comprendeva sei fumatori e sei non fumatori. I volontari sono stati invitati a sedersi all’interno di una struttura improvvisata in plexiglass e travi di sostegno in alluminio. I partecipanti sono stati esposti al fumo in due modi diversi: ventilato e non ventilato. Ogni fumatore ha ricevuto 10 spinelli, ciascuno contenente 1g di cannabis con un contenuto di THC dell’11,3%.

Dopo una sessione di 60 minuti, gli esperti hanno registrato quantità rilevabili di cannabinoidi nel sangue e nelle urine dei partecipanti non fumatori. Gli stessi hanno dimostrato, inoltre, di avere alcuni effetti cognitivi soggettivi, mostrando una minore compromissione durante un compito che valutava l’agilità psicomotoria e la memoria. Tuttavia, in condizioni ventilate, i non fumatori non riportarono effetti soggettivi rilevanti, ottenendo punteggi migliori durante lo stesso compito. I ricercatori hanno concluso che la tecnica di hotboxing funziona, quantomeno in quelle condizioni considerate dallo studio “estreme e non ventilate”.

Molti credono che la responsabilità risieda nell’eccesso di fumo, ma in realtà è la mancanza di ossigeno a rendere l’esperienza così potente. Mentre fumiamo cannabis in uno spazio chiuso, priviamo il nostro cervello di ossigeno, rendendo lo sballo dell’hotboxing estremamente forte.

Quali sono i luoghi migliori

Ci sono diversi luoghi che si prestano a svolgere questa pratica ed ognuno ha i suoi vantaggi. Di seguito vi elenchiamo i posti ideali per l’hotboxing:

  • Auto: le automobili sono degli hotboxing su ruote. Garantiscono, infatti, una buona chiusura ermetica e sono dotate di sedili, riscaldamento e stereo. Tuttavia, hanno anche alcuni aspetti negativi. Lo spazio stretto, l’orientamento dei posti a sedere, possono rendere l’esperienza non così comoda. Inoltre, è necessario valutare seriamente dove parcheggiare per fumare, soprattutto se si vive in un Paese dove la cannabis è vietata;
  • Bagno: nei bagni naturalmente non ci sono posti comodi dove sedere, tuttavia la pulizia sarà molto più semplice. I composti cerosi ed oleosi presenti nel fumo, infatti, tendono a depositarsi sulle pareti e sui mobili. Dato che i bagni sono di norma dotati di piastrelle lisce, sarà molto più facile mandare via quell’odore persistente di fumo. Basterà semplicemente accendere l’estrattore d’aria e spruzzare un po’ di deodorante;
  • Tenda: le tende sono strutture perfette per l’hotboxing, in quanto intrappolano il fumo in modo efficace. Tuttavia, sebbene la maggior parte delle tende sia ignifuga, alcuni modelli potrebbero non esserlo. Le canne che cadono accidentalmente per terra possono facilmente rompere il materiale della tenda, pertanto fate attenzione;
  • Armadi: gli armadi sono piccoli e stretti, il che li rende un luogo facile da riempire di fumo. Naturalmente c’è anche il lato negativo: la maggior parte delle persone tiene i vestiti nell’armadio e questi spazi non sono quasi mai ventilati. Pertanto, tutto ciò che tenete nell’armadio assorbirà l’odore del fumo;
  • Iglù: si tratta dell’opzione probabilmente più innovativa. Se vivete abbastanza a nord e avete a vostra disposizione molto ghiaccio e neve, siamo certi che questa tecnica vi piacerà molto;
  • Fortino fai-da-te: infine, c’è la possibilità di creare un luogo appositamente per l’hotboxing. Prendete delle scatole di cartone, coperte, cuscini e qualche lampada ed iniziate a costruire un fortino fai-da-te ideale. Tenete presente che l’interno potrebbe surriscaldarsi, pertanto vi consigliamo di fare sessioni brevi.

Come fare un hotboxing

Ora che sapete quali sono i luoghi più indicati per questa tecnica, vi suggeriamo i passaggi corretti da effettuare.

  1. Chiamate i vostri amici e scegliete insieme il luogo ideale: avrete bisogno di un numero sufficiente di persone da generare una buona quantità di fumo, senza affollare eccessivamente l’area. Il numero di persone varia, naturalmente, anche in base al luogo scelto;
  2. Preparazione: per rendere indimenticabile la vostra esperienza di hotboxing, dovrete prepararvi adeguatamente. Fate un buon pasto insieme, bevete una buona quantità d’acqua e assicuratevi che nessuno di voi abbia appuntamenti per le successive 3-4 ore. Anche l’ambiente scelto dovrà essere tranquillo e non causare stress;
  3. Preparate lo spazio: per evitare di dover macinare e rollare l’erba all’ultimo minuto, preparate in anticipo tutte le canne e gli strumenti che vi occorrono. Se usate bong e pipe, preparatevi un piccolo contenitore di cime già macinate in modo da facilitare l’operazione. Assicuratevi poi di avere più accendini a portata di mano;
  4. Chiudete tutto: entrate nella vostra area di hotboxing e mettetevi comodi. Mettete un po’ di musica, tirate fuori qualche spuntino ed iniziate a chiudere gli spazi attraverso i quali potrebbe fuoriuscire il fumo passivo;
  5. Via al divertimento: quando i preparativi saranno ultimati, potete iniziare la vostra esperienza. Man mano che fumerete, l’area diventerà sempre più nebbiosa, segno inequivocabile che nell’aria si sta accumulando THC;
  6. Pulizia: probabilmente la parte più seccante, tuttavia necessaria. Una volta terminato, aprite tutto. Aprite una finestra, accendete un ventilatore, spruzzate un po’ di deodorante e rimuovete tutte le canne consumate e i resti dei bracieri del bong per evitare che i cattivi odori persistano.

Conclusioni

Naturalmente per fare queste esperienze sono necessarie attenzione e consapevolezza. E’ importante essere a conoscenza dei pro e dei contro, com’è altrettanto fondamentale stabilire un proprio limite per non eccedere.

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