CBD

Il ministero della Salute fa un passo indietro sulla norma che avrebbe potuto distruggere il mercato del CBD e la Cannabis Light !

Ancora una volta la cannabis light l’ha scampata.

Il ministero della Salute guidato da Roberto Speranza fa un passo indietro e cancella il decreto che dal 30 ottobre

avrebbe potuto dare il colpo di grazia al mercato italiano della canapa a basso contenuto di Thc.

Dalla fine del mese di ottobre il Cbd, principio attivo contenuto anche nella cosiddetta cannabis light, sarebbe diventato ufficialmente una sostanza stupefacente:

Lo stabiliva un decreto del ministero della Salute che aveva inserito nella tabella dei :

«medicinali a base di sostanze attive stupefacenti» le «composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis».

“Il decreto è poi in aperto conflitto con le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che dal 2018 ha rimosso il Cbd dalle sostanze con azione stupefacente e psicotropa. Ad annunciare la stretta dei Monopoli sulla cannabis light è stato il neo-direttore generale Marcello Minenna, per qualche mese super assessore al Bilancio della sindaca Virginia Raggi. La richiesta è ai rappresentanti degli esercizi di vicinato, delle farmacie e delle parafarmacie «che vendono o hanno intenzione di vendere al pubblico dei prodotti da inalazione senza combustione, costituiti da sostanze liquide, con o senza nicotina, di autocertificare l’impegno a non commercializzare o detenere foglie, infiorescenze, oli, resine, o altri prodotti contenenti sostanze derivate dalla canapa sativa».

Senza autocertificazione dell’impegno a non vendere prodotti illegali non si potrà più ottenere il rilascio delle necessarie autorizzazioni e di eventuali rinnovi. Nel provvedimento i Monopoli ricordano in primo luogo il parere del Consiglio Superiore di Sanità

Secondo cui non può essere esclusa la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, qualunque sia il contenuto percentuale di delta-tetracannabinolo.”

Il ministero della Salute lo scorso 28 ottobre ha quindi firmato un nuovo decreto che sospende l’efficacia del precedente

Con l’intenzione di convocare un tavolo di lavoro per affrontare la materia «in maniera sistematica e complessiva».

In particolare invita l’Istituto superiore di sanità e il Consiglio superiore di sanità a esprimersi, con una rivalutazione complessiva, sull’aggiornamento delle tabelle degli stupefacenti e valutare

«se gli effetti della sostanza attiva cannabidiolo rimangono immutati a prescindere dalla percentuale di utilizzo della stessa».

Fonte
La Stampa

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