cardiopatia e cbd

Cardiopatia e CBD: come mantenere una sana funzione cardiovascolare

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Cardiopatia CBD

Che cos’è la cardiopatia?

Con il termine cardiopatia si intende qualsiasi condizione che interessi il cuore o i vasi sanguigni. Appartengono alla categoria le patologie che interessano le valvole del cuore, le malformazioni congenite e tutte le malattie che possono alterare il funzionamento della pompa cardiaca, compresi l’ischemia. Le cardiopatie si dividono in congenite, cioè sono presenti dalla nascita, o acquisite, quando insorgono successivamente.

Quelle congenite vengono a loro volta classificate in:

  • Severe: Richiedono un intervento tempestivo e intensivo
  • Moderate: Vengono diagnosticate qualche mese dopo la nascita e richiedono un intervento meno intensivo
  • Lievi: Spesso si risolvono spontaneamente e possono non provocare sintomi

Molte forme di malattie cardiache possono essere prevenute o trattate con scelte di vita sane.

Le persone obese, diabetiche e ipertese hanno un rischio maggiore di sviluppare cardiopatie acquisite.

Cardiopatia CBD

Cause della cardiopatia

Le cause per le varie patologie possono essere molteplici, dall’invecchiamento, congenite, infettive, ma possono essere causate anche dall’alimentazione. Uno studio del 2014, infatti, ha preso in esame gli zuccheri, in particolare il fruttosio, insieme ai carboidrati altamente raffinati, evidenziando come siano causa di aumento della pressione sanguigna, aumento della frequenza cardiaca, maggiore consumo di ossigeno del miocardio, oltre alla resistenza all’insulina.

Tra gli altri fattori di rischio per lo sviluppo delle malattie cardiache troviamo:

  • Età: con l’avanzare dell’età il rischio aumenta notevolmente
  • Sesso: gli uomini sono più a rischio rispetto alle donne
  • Storia famigliare
  • Fumo: gli attacchi di cuore sono più comuni nei fumatori
  • Ipertensione
  • Alti livelli di colesterolo nel sangue
  • Diabete
  • Obesità
  • Inattività fisica
  • Abuso di alcol/droghe
  • Stress cronico
  • Cattiva salute dentale: se i denti e le gengive non sono curati adeguatamente, i germi possono entrare nel flusso sanguigno e raggiungere il cuore, causando l’endocardite.

Le complicazioni di una malattia cardiaca possono provocare:

  • Insufficienza cardiaca
  • Ictus, attacco di cuore
  • Aneurisma
  • Arresto cardiaco
  • Aterosclerosi

Per prevenire alcune forme di malattia cardiaca, è consigliato:

  • Non fumare
  • Mantenere un peso sano
  • Ridurre lo stress
  • Praticare una buona igiene
  • Seguire un’alimentazione corretta
  • Tenere sotto controllo colesterolo, diabete, ipertensione
  • Fare almeno 30 minuti di esercizio al giorno

Sintomi della cardiopatia

Non sempre una cardiopatia si presenta con sintomi evidenti. Infatti, normalmente questi sono causati dal restringimento dei vasi sanguigni o dalla frequenza cardiaca irregolare.

Tuttavia i sintomi più comuni sono:

  • Bradicardia (rallentamento del battito cardiaco)
  • Dolore al torace
  • Perdita di sensi
  • Dolore al collo, alla mascella, alla gola o alla schiena
  • Dolore alle gambe o alle braccia
  • Respiro affannoso
  • Tachicardia
  • Gonfiore alle caviglie e alle gambe
  • Stordimento

Inoltre, gli individui affetti da cardiopatia ipertensiva possono avvertire un senso di astenia e affaticamento durante lo svolgimento delle normali attività quotidiane.

Cardiopatia e CBD: come può aiutare il cannabidiolo?

La diagnosi e il trattamento variano a seconda del tipo di cardiopatia presente.

Oltre a suggerire dei cambiamenti nello stile di vita, i medici possono prescrivere dei farmaci.

Tra quelli più comuni troviamo gli ACE-inibitori, utili per allargare le arterie, i vasodilatatori per agevolare la circolazione e i fluidificanti che servono a prevenire la formazione di coaguli.

Tuttavia questi farmaci possono provocare importanti effetti collaterali, tra i quali troviamo:

  • Vertigini, stanchezza e tachicardia per gli ACE-inibitori
  • Ritenzione idrica
  • Palpitazioni cardiache
  • Dolore articolare e toracico
  • Cefalee e nausea per quanto riguarda i vasodilatatori
  • Aumento di rischio di gravi emorragie (che può essere causato dai fluidificanti).

Cosa dice la scienza sulla correlazione tra cardiopatia e CBD

La ricerca mostra che il cannabidiolo può contrastare la cardiopatia e aiutare a mantenere una sana funzione cardiovascolare e a prevenire le malattie cardiache su diversi fronti, compresa la protezione dall’indurimento delle arterie, l’abbassamento della pressione sanguigna e la riduzione dell’incidenza di aritmie potenzialmente pericolose. Inoltre, la somministrazione di piccole dosi di THC,, ha dimostrato di rallentare la progressione dell’aterosclerosi negli studi sugli animali.

Gli studi

In uno studio condotto nel 2017, dei ricercatori britannici hanno somministrato ad un gruppo di persone 600 mg di CBD e ad altre un integratore fittizio e hanno monitorato la loro pressione sanguigna sia a riposo sia dopo stress test.

Nei pazienti che avevano assunto 600 mg di CBD, la pressione sanguigna sistolica a riposo aveva subito una netta riduzione.

Inoltre, questi pazienti hanno avuto un picco di pressione sanguigna inferiore in risposta allo stress rispetto a quelli che avevano assunto pillole placebo.

La ricerca mostra che il CBD può anche sopprimere il battito cardiaco irregolare causato dall’ischemia indotta da ictus e può ridurre al minimo il danno tissutale causato dalla mancanza di ossigeno.

Uno studio pubblicato sul British Journal of Pharmacology ha rivelato che quando ai ratti è stato somministrato CBD 10 minuti prima di un’occlusione dell’arteria coronaria o 10 minuti prima che il flusso sanguigno fosse ripristinato, hanno sperimentato meno aritmie e meno danni ai tessuti rispetto ai ratti a cui non era stato somministrato CBD.

Il CBD, inoltre, ritarda il riassorbimento di una sostanza chimica chiamata adenosina, che reprime l’infiammazione e aiuta a mantenere una sana funzione cardiaca.

Secondo uno studio recente pubblicato nel Journal of Agricultural and FoodChemistry, l’olio di canapa contiene una concentrazione elevata di steroli, che possono aiutare a ridurre il rischio di cardiopatie e favorire la salute del cuore.

La ricerca in questo campo è ancora in una fase iniziale, ma dimostra già un grande potenziale.

Conclusioni

Il dosaggio giornaliero consigliato è da 3 a 30 mg di CBD.

Si raccomanda di consultare il proprio medico prima di procedere con l’assunzione.

Vi ricordiamo che l’articolo è a solo scopo informativo, non va considerato come un suggerimento terapeutico e i prodotti non vanno intesi come medicinali o sostituti di essi.

Per ulteriori conferme circa le proprietà del CBD ed i suoi utilizzi dobbiamo attendere nuovi studi scientifici.

 

FAQ

Secondo gli studi effettuati fino ad oggi, alcune persone dovrebbero evitare o usare con cautela il CBD:

  1. Interazioni farmacologiche: necessità di consultare un medico se si assumono farmaci prescritti;
  2. Gravidanza e allattamento: consigliato evitarlo per mancanza di ricerche sulla sicurezza;
  3. Condizioni di salute specifiche: consultare un medico in caso di malattie epatiche o disturbi mentali gravi;
  4. Uso nei bambini: solo sotto stretta supervisione medica;
  5. Allergie o sensibilità: evitare se si hanno allergie o sensibilità ai componenti del CBD o prodotti correlati.

Gli effetti collaterali più rilevanti del cannabidiolo (CBD), secondo le ricerche, includono:

  1. Fatica o sonnolenza: comune, soprattutto a dosi elevate;
  2. Cambiamenti dell’appetito: possibile aumento o diminuzione dell’appetito;
  3. Diarrea: alcuni utenti possono sperimentare disturbi gastrointestinali;
  4. Variazioni di peso: potenziale perdita o aumento di peso;
  5. Irritabilità e cambiamenti d’umore: raro, ma possibile irritabilità o altri cambiamenti d’umore.

Gli studi scientifici hanno evidenziato gli effetti del CBD nel nostro corpo:

  1. Interazione con il sistema endocannabinoide (SEC): il CBD influisce sul SEC, aiutando a mantenere l’equilibrio omeostatico;
  2. Riduzione dell’infiammazione: ha proprietà anti-infiammatorie, utile per condizioni come l’artrite;
  3. Alleviamento del dolore: riduce il dolore agendo su vie neurali coinvolte nella percezione del dolore;
  4. Effetti ansiolitici: riduce l’ansia e lo stress, influenzando recettori nel cervello;
  5. Effetti neuroprotettivi: protegge le cellule cerebrali da danni, benefico per condizioni neurodegenerative;
  6. Regolazione del sonno: migliora la qualità del sonno e riduce l’insonnia;
  7. Controllo delle convulsioni: efficace nel trattamento di alcune forme di epilessia;
  8. Effetti cardiovascolari: può influenzare la pressione sanguigna e la salute del cuore;
  9. Salute della pelle: usato per trattare condizioni cutanee come acne e psoriasi grazie alle proprietà anti-infiammatorie.

Ecco alcune delle condizioni e dei sintomi che possono essere trattati o alleviati con il CBD, secondo gli studi attuali:

  1. Dolore cronico: riduzione del dolore muscolare, delle articolazioni e neuropatico;
  2. Ansia e depressione: sollievo dai sintomi di ansia e depressione;
  3. Disturbi del sonno: miglioramento della qualità del sonno e riduzione dell’insonnia;
  4. Epilessia: approvato per trattare alcune forme di epilessia resistenti ai farmaci;
  5. Infiammazione e artrite: proprietà anti-infiammatorie utili per l’artrite;
  6. Malattie neurodegenerative: effetti neuroprotettivi potenziali in condizioni come l’Alzheimer;
  7. Acne: trattamento dell’acne grazie alle proprietà anti-infiammatorie;
  8. Nausea e vomito: riduzione di nausea e vomito, ad esempio durante la chemioterapia;
  9. Sindrome dell’intestino irritabile (IBS): possibile trattamento dei sintomi dell’IBS;
  10. Disturbi psichiatrici: potenziale beneficio per il PTSD e la schizofrenia (con ulteriori ricerche necessarie).

La risposta al CBD può variare da persona a persona ed è importante consultare un medico prima di utilizzarlo per condizioni specifiche, specialmente se si assumono altri farmaci.

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