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Dolori alle gambe: il CBD può aiutare?

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Per dolori alle gambe si intendono quei dolori o fastidi avvertiti in qualsiasi parte di una o di entrambe le gambe. L’entità del disturbo ovviamente è variabile, può essere un dolore sordo e diffuso, una sensazione più intensa e localizzata, può essere percepito come bruciore, fitta o crampo muscolare. Le cause possono essere innumerevoli e includere traumi, stiramenti, tendiniti. Tuttavia, possono derivare anche da condizioni patologiche più serie, come ad esempio le vene varicose.

Ma il CBD potrebbe essere un aiuto per il dolore agli arti inferiori? Cerchiamo di scoprirne di più!

Cos’è il dolore?

Il dolore è una sensazione percepita grazie ad alcune fibre nervose che si occupano di trasportare gli impulsi dolorosi dalla periferia al cervello, il quale a sua volta elabora l’informazione. Questo sistema si chiama via ascendente del dolore. Al contrario, quando il dolore è cessato, le informazioni passano attraverso la via discendente del dolore.

Ad ogni modo, il dolore si differenzia in:

  • Acuto: è improvviso, ha una durata breve ed è strettamente collegato ad una causa specifica, come un intervento chirurgico, un trauma o un parto;
  • Cronico: è duraturo e continua anche quando la causa scatenante scompare. Può durare anche anni ed in genere è resistente alle terapie. Questo dolore può causare a sua volta anche ansia e depressione, in quanto può compromettere seriamente la vita di chi ne è affetto. 

Come agisce il CBD sul dolore?

Molti di voi avranno certamente già sentito parlare del sistema endocannabinoide, una rete composta da milioni di recettori che interagiscono con i cannabinoidi, ricevendo e traducendo le loro informazioni. Questa rete di recettori è presente all’interno del nostro corpo e ha il compito di regolare importanti funzioni fisiologiche. Gli endocannabinoidi come l’anandamide (AEA) e il 2 arachidonoilglicerolo (2-AG), vengono prodotti direttamente dal nostro organismo; i fitocannabinoidi, invece, devono essere assunti dall’esterno.

Il CBD, noto anche come cannabidiolo, è un fitocannabinoide che agisce indirettamente sui recettori dell’ECS, aiutandolo a mantenere il giusto equilibrio (omeostasi) quando questo viene compromesso. Esso, infatti, non agisce in maniera specifica in una parte del corpo, ma agisce in tutto il sistema endocannabinoide.

 

CBD VS dolori alle gambe acuti e cronici

Il cannabidiolo, grazie ai suoi effetti analgesici e lenitivi, può aiutare a lenire il dolore cronico causato da malattie come l’artrite, l’artrosi e tutte le disfunzionalità muscolari e articolari.

Numerosi studi clinici, infatti, hanno dimostrato i benefici che l’olio di canapa con modeste concentrazioni di CBD ha sul trattamento di malattie come l’artrite. Secondo gli esperti, se assunto quotidianamente, provoca una notevole riduzione del dolore articolare e del gonfiore. Nel caso di dolore acuto, invece, pare che il CBD sia in grado di ridurre sia la durata che l’intensità degli attacchi dolorosi.

 

CBD VS patologie alle articolazioni

Il cannabidiolo, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche, pare sia efficace anche nel trattamento delle patologie delle articolazioni. Esso. infatti, agisce direttamente all’origine del dolore con un’azione lenitiva dell’infiammazione e, di conseguenza, attenua la sensazione di dolore.

Il CBD come antinfiammatorio è una scoperta molto interessante e promettente, in quanto si tratta di un prodotto atossico e ben tollerato anche in trattamenti più lunghi. Inoltre, nella maggior parte dei casi, i pazienti riescono a ridurre l’uso di antinfiammatori di sintesi, riducendo anche i loro effetti collaterali.

Va sempre sottolineato che l’effetto rilassante dei cannabinoidi permette di dormire meglio la notte e di riposare in maniera soddisfacente. Questo, pur sembrando un dettaglio da poco, non lo è, in quanto un sonno adeguato è alla base del benessere generale del nostro corpo e della nostra mente.

Cosa dice la scienza

Da alcuni anni le ricerche sul ruolo della cannabis nel trattamento del dolore si sono moltiplicate. I risultati dimostrano la sua utilità nella gestione di diverse forme di dolore, soprattutto nei casi di resistenza ai trattamenti farmacologici. Il CBD si è rivelato efficace per il trattamento del dolore neuropatico, soprattutto se provocato dalla chemioterapia. Questi pazienti spesso soffrono anche di insonnia, depressione e ansia. Interagendo con i recettori serotoninergici, il CBD aiuta a migliorare lo stato di salute dei pazienti e il loro umore. 

Il CBD è risultato efficace anche per il trattamento del dolore infiammatorioInfatti, esso agisce da antinfiammatorio naturale e previene l’aggravarsi di molte condizioni infiammatorie, come l’artrosi. In uno studio condotto dall’Università Insubria di Varese, è stato evidenziato che l’estratto di cannabis e il CBD possono inibire la produzione di citochine, ossia molecole infiammatorie. Il cannabidiolo, inoltre, agisce sui processi chimici tipici dell’endocannabinoide anandamide, che è legato alla percezione del dolore.

Uno studio pubblicato sul “Journal of Pain” ha confermato anche la sicurezza a lungo termine del consumo di CBD da parte dei soggetti affetti da dolore cronico.

L’efficacia del cannabidiolo non si limita al dolore cronico neuropatico e infiammatorio. Infatti, diversi studi si sono concentrati sulla sua utilità in condizioni come la sclerosi multipla, l’epilessia, l’insonnia, la schizofrenia e molte altre.

 

Come avviene la somministrazione di CBD?

Il trattamento con il cannabidiolo può avvenire per via orale, come ad esempio tramite decotto, attraverso l’assunzione di olio, oppure per via inalatoria mediante vaporizzatori specifici. Per quanto riguarda il dosaggio, naturalmente è a discrezione del medico in quanto differisce da persona a persona. In ogni caso si consiglia di iniziare sempre da dosi minime, per poi aumentarle gradualmente in base alle reazioni del singolo soggetto. Nel caso si scelga la somministrazione orale, il medico dovrà indicare anche la quantità di acqua da utilizzare, i tempi e le modalità di preparazione del decotto.

 

Dolori alle gambe: il CBD può provocare effetti collaterali?

Normalmente, la cannabis per la cura del dolore è ben tollerata dalla maggior parte dei pazienti. Tuttavia, ci sono alcuni effetti collaterali che possono comparire in alcuni soggetti. Questi possono variare in base a diversi fattori, come la durata del trattamento, la dose assunta, la via di somministrazione scelta e la sensibilità del paziente nei confronti del prodotto impiegato.

Pertanto, se dovessero manifestarsi sintomi o effetti indesiderati di qualsiasi tipo, è fondamentale informare immediatamente il medico.

 

Controindicazioni

L’uso della cannabis presenta alcune controindicazioni, legate perlopiù allo stato di salute del paziente. Per questo l’assunzione di CBD per il trattamento del dolore è controindicato:

  • In bambini e adolescenti, a causa dei possibili effetti negativi che può provocare;
  • In gravidanza e durante l’allattamento al seno;
  • Nei pazienti con malattie o disturbi cardiopolmonari;
  • Nei pazienti affetti da gravi insufficienze renali e/o epatiche e nei pazienti affetti da epatite C;
  • Nei pazienti che soffrono o che hanno sofferto di disordini psichiatrici e/o con una storia familiare di schizofrenia;
  • Nei pazienti con tossicodipendenze e/o che abusano di sostanze psicotrope/alcol;
  • Nei pazienti in terapia con farmaci sedativo-ipnotici, antidepressivi o con altri farmaci psicoattivi.

Dolori alle gambe e CBD: in conclusione

Come abbiamo visto, esistono diversi studi che mostrano risultati positivi per quanti riguarda l’uso di CBD in pazienti con dolori. I dolori alle gambe possono essere molto invalidanti e compromettere seriamente le normali attività quotidiane, causando ulteriori disturbi. Siamo certi che gli studi sul cannabidiolo continueranno ad essere al centro dell’interesse scientifico e con il tempo daranno risposte sempre più concrete.

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