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cannabis e mal di testa

Cannabis e mal di testa: un rimedio efficace?

Il mal di testa è fra le prime cause di disabilità al mondo. Solo in Italia sono 26 milioni le persone che ne soffrono. Esiste persino una giornata nazionale dedicata alla cefalea, che è il 19 maggio. Spesso si tratta di una patologia sottovalutata e trascurata, anche se la tipologia di disturbo può variare molto. Esistono, infatti, più di 200 tipologie di cefalea conosciute ad oggi e le più note sono l’emicrania e la cefalea di tipo tensivo. Fino a poco tempo fa, le uniche terapie disponibili erano una serie di farmaci, tra cui medicinali da banco e antidolorifici da prescrizione. Tuttavia, questi farmaci presentano diversi effetti collaterali, che possono essere lievi o gravi. Secondo alcuni recenti studi, ci sarebbe una correlazione interessante tra la cannabis e il mal di testa; sembra, infatti, che l’erba possa aiutare ad alleviare i sintomi in modo sicuro ed efficace, senza effetti negativi.

Cos’è la cefalea e come si manifesta

La cefalea è un dolore che interessa il capo, il cuoio capelluto, i muscoli del collo e, talvolta, anche il viso. Si tratta di un disturbo neurologico ed è dovuto alla sensibilità agli stimoli dolorosi di alcune aree specifiche cerebrali, del collo o del viso. La cefalea, meglio nota come mal di testa, si manifesta attraverso un dolore insistente e continuo e può influenzare la vita quotidiana dell’individuo. Le manifestazioni del mal di testa possono essere riconducibili a due gruppi di cefalee:

  • PRIMARIE

Sono le più comuni e il dolore provato è considerato autonomo, ossia non riconducibile ad altre patologie. Le forme più note sono l’emicrania e la cefalea di tipo tensivo, mentre tra quelle meno diffuse troviamo la cefalea a grappolo. Queste possono essere causate da abitudini scorrette, variazioni ormonali, eccessivo stress fisico e/o psichico. Inoltre, possono essere favorite dal consumo di alcuni cibi, dal fumo o da posture scorrette;

  • SECONDARIE

In questo caso il mal di testa si manifesta come conseguenza della presenza di altre problematiche. Il dolore può presentarsi in seguito a febbre, ipertensione arteriosa, sinusite, nevriti o nevralgie craniche, problematiche dentali, traumi cranici e infezioni. Inoltre può essere causato da problemi alla vista, ematomi, tumori cerebrali e pressione endocranica. Anche nel caso delle cefalee secondarie, il consumo di alcuni farmaci, alcol e caffeina possono peggiorare ulteriormente il dolore.

La cefalea si manifesta con un dolore intenso che interessa la testa, i nervi del collo e i muscoli. Nel caso dell’emicrania, si possono presentare attacchi periodici con intensità medio forte e pulsante. Il mal di testa può coinvolgere anche l’occhio e causare un annebbiamento della vista, la visione di puntini che si allargano o flash lampeggianti. Talvolta, possono comparire altri sintomi come nausea e vomito.

La cefalea di tipo tensivo si manifesta attraverso un dolore pulsante, causando il famoso cerchio alla testa, con capogiri e rigidità.

La cefalea a grappolo, invece, si manifesta con un dolore intenso, lancinante e unilaterale che può colpire la zona dell’occhio, dello zigomo, della tempia, della mandibola, del naso o del mento. In questo caso gli attacchi sono lunghi e dolorosi e spesso insorgono durante la notte.

Cannabis e mal di testa: qual è il legame?

Ma perché associare la pianta di cannabis con i forti attacchi di un mal di testa? Per rispondere a questa domanda, è necessario comprendere il sistema endocannabinoide (SEC).

Il SEC è una rete diffusa in tutto il corpo che ha la funzione di mantenere in equilibrio tutti i sistemi. Si chiama omeostasi il punto di equilibrio biologico che fa funzionare tutto perfettamente. Il SEC è composto da recettori, molecole di segnalazione (chiamate endocannabinoidi) ed enzimi metabolici, che servono a sintetizzare e scomporre gli endocannabinoidi. Le varie cellule del corpo umano creano gli endocannabinoidi in base alle necessità dell’organismo. Questi lipidi si legano, quindi, ai recettori del SEC per ristabilire o mantenere l’equilibrio perfetto. I recettori di cannabinoidi principali sono CB1 e CB2.

La pianta di cannabis produce molecole strutturalmente simili ai nostri endocannabinoidi, conosciute come fitocannabinoidi. Essendo così simili, queste sostanze sono in grado di legarsi ai recettori del SEC e di alterare l’attività enzimatica. Ciò significa che possiamo interagire con il nostro SEC anche attraverso l’uso di fitocannabinoidi. I ricercatori stanno quindi studiando per capire se sia possibile usare i fitocannabinoidi come sostituti delle loro controparti endogene.

Cosa dice la scienza sulla correlazione tra cannabis ed emicrania

La cannabis può davvero aiutare ad alleviare gli attacchi di mal di testa? Ci sono numerose testimonianze che suggeriscono l’utilizzo di marijuana per ridurre il dolore intenso e la nausea. Tuttavia, solo con ulteriori studi più approfonditi potremo raggiungere una risposta certa circa l’efficacia della cannabis. Purtroppo, infatti, le ricerche disponibili ad oggi sono scarse e non riguardano sperimentazioni controllate sull’uomo.

Cannabis terapeutica ed emicrania

Innanzitutto è bene precisare che al mondo esistono migliaia di varietà di cannabis e ognuna contiene quantità differenti di sostanze fitochimiche, come cannabinoiditerpeni e flavonoidi. Tutti questi composti hanno effetti unici sul corpo umano. Tuttavia, la maggior parte degli studi in corso si concentra sulle varietà di marijuana terapeutica ad alto contenuto di THC.

Uno studio del 2019, effettuato presso la Washington State University, ha raccolto numerose testimonianze da oltre 1.300 pazienti con emicrania che avevano fatto uso di cannabis. Il 49,6% ha confermato che l’erba contribuiva ad alleviare l’intensità degli attacchi. 

Un’altra ricerca del 2021 ha permesso di raccogliere ulteriori testimonianze grazie ad un sondaggio online. 589 consumatori adulti di cannabis che vivevano in Stati con libero accesso alla marijuana terapeutica, hanno risposto alle domande. Oltre il 70% dei partecipanti ha promosso l’uso della cannabis per alleviare gli attacchi di emicrania.

CBD ed emicrania

Il CBD, cannabinoide non psicotropo, ha una bassa affinità di legame con i recettori CB1 e CB2. Tuttavia, questa molecola interrompe la funzione dell’enzima amide idrolasi degli acidi grassi (FAAH). Dopo che l’anandamide ha svolto la sua funzione, l’enzima FAAH la scompone rapidamente. Inibendo il FAAH, il CBD aumenta le quantità di anandamide in circolazione nell’organismo. Questo processo può rivelarsi utile nel caso di carenze di endocannabinoidi. Gli studi preclinici stanno indagando sull’efficacia degli inibitori FAAH come trattamento per l’emicrania. Tuttavia, dovremo attendere ulteriori ricerche per confermare l’utilità del CBD per questo disturbo.

Dronabinol ed emicranie

Il dronabinol è un farmaco approvato nel 1985 dalla FDA (Food and Drug Administration) per il trattamento della nausea e del vomito causati dalla chemioterapia. Si tratta della versione sintetica del THC. La ricerca sta studiando l’efficacia del farmaco nel trattamento dell’emicrania cronica e della cefalea a grappolo refrattaria. I pazienti possono assumere il dronabidol solo sotto forma di capsule per via orale. Una volta raggiunto il fegato, la molecola viene trasformata nel più potente 11-idrossi-THC, non senza effetti collaterali. L’FDA, tuttavia, deve ancora approvare il dronabinol per il trattamento dell’emicrania.

Conclusioni

Tutte le testimonianze raccolte suggeriscono una visione piuttosto promettente. Tuttavia, ad oggi, non siamo ancora in grado di avere risposte chiare e certe. Pertanto abbiamo bisogno di ulteriori studi clinici che dimostrino l’efficacia della cannabis contro il mal di testa.

Noi di CBD Therapy vi terremo aggiornati!

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