Colite Ulcerosa

COLITE ULCEROSA E CBD

Che cos’è La  Colite Ulcerosa?

La colite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica che colpisce l’intestino crasso e che causa infiammazioni e ulcere nel color retto.

A differenza del Morbo di Crohn , la colite ulcerosa interessa solamente gli strati più superficiali dell’intestino e le manifestazioni sono localizzate a livello dell’intestino crasso.

La condizione può risultare dolorosa e debilitante e può colpire ad ogni età.

Cause Della Colite Ulcerosa

Ad oggi i medici non conoscono le origini esatte di questa patologia; negli anni sono state fornite diverse ipotesi che però sono state successivamente smentite.

Attualmente le varie ricerche hanno portato a prendere in considerazione principalmente i fattori ambientali, ereditari e immunitari.

Alcuni ricercatori sostengono che la colite ulcerosa sia causata da un Virus o da un Batterio , in grado di scatenare nell’organismo un’infiammazione, a sua volta capace di alterare il metabolismo delle cellule che costituiscono la Mucosa Intestinale .

Altri, invece, ritengono che quest’alterazione della risposta immunitaria sia scatenata da Allergeni di origine alimentare, batterica o autogena.

Quest’ultima teoria, basata sull’eziologia autoimmune , è considerata attualmente l’ipotesi più probabile.

Alcuni studi epidemiologici hanno sottolineato una maggiore incidenza della patologia tra i famigliari di una persona affetta; questo indica che anche la genetica individuale assume un ruolo importante.

Anche se lo stress e l’alimentazione non sono menzionati tra le possibili cause, le ricerche hanno dimostrato che possono contribuire alla progressione e al peggioramento della malattia.

Durante alcuni studi sono emersi diversi fattori di rischio che possono predisporre maggiormente il soggetto allo sviluppo della patologia. Tra questi fattori troviamo:

  • L’età (di solito inizia o prima dei 30 anni o dopo i 60)
  • L’etnia (più a rischio quella bianca)
  • Una dieta ricca in grassi ma povera di fibre
  • Sesso (lieve predominanza nel sesso femminile)
  • Presenza di Colangite sclerosante (le due patologie sono spesso associate)

Sintomi

I sintomi della colite ulcerosa variano in base alla gravità e alla localizzazione dell’infiammazione.

Inoltre, possono presentarsi in maniera non costante, scomparendo anche per mesi o addirittura anni.

Tuttavia alcuni dei sintomi più comuni includono:

  • Diarrea persistente (con sangue o pus)
  • Dolore addominale
  • Movimenti intestinali frequenti
  • Febbre
  • Perdita di peso
  • Fatica
  • Afte in bocca o piaghe sulla pelle
  • Stitichezza
  • Inappetenza
  • Dolori muscolari
  • Sudorazione notturna

È stato provato che ansia e stress possono contribuire ad un peggioramento dei sintomi.

Cure: come può aiutare il CBD la Colite Ulcerosa ?

Il trattamento per la Colite Ulcerosa può includere farmaci antinfiammatori, antidolorifici e cambiamenti nella dieta che tuttavia non sono in grado di curare la malattia, ma solamente di tenere sotto controllo i sintomi.

Nei casi più gravi, il medico può consigliare di effettuare un intervento chirurgico per rimuove il colon e il retto.

Come tutti i farmaci, anche quelli più comunemente prescritti come gli aminosalicilati e i corticosteroidi, possono provocare importanti effetti collaterali come:

  • Disturbi digestivi
  • Cefalee
  • Insonnia

E nei casi più gravi

  • Ipertensione
  • Diabete
  • Osteoporosi

e un lieve rischio di sviluppare il cancro.

Per capire perché la marijuana potrebbe essere utile per trattare la colite ulcerosa e CBD , è utile avere una conoscenza di base del sistema endocannabinoide.

L’ECS è una combinazione di endocannabinoidi che stimolano i recettori cannabinoidi del corpo.

L’ECS aiuta i nostri corpi a regolare il dolore, l’umore, l’appetito, la motilità gastrointestinale, la memoria, le emozioni, la risposta allo stress, la funzione immunitaria e altro ancora.

Quando una persona ingerisce THC e/o CBD, che sono forme molecolari simili agli endocannabinoidi, essi si inseriscono negli stessi recettori e innescano reazioni che risultano in livelli molto alti o molto bassi di molecole specifiche che le cellule del cervello usano per comunicare tra loro (neurotrasmettitori).

Fino ad oggi le ricerche si sono concentrate sugli animali o sui tessuti umani prelevati tramite biopsia. In uno studio i ricercatori hanno indotto l’infiammazione intestinale nei roditori e poi hanno testato l‘efficacia del THC e del CBD rispetto alla sulfasalazina (uno dei farmaci antinfiammatori più usati) per alleviare l’infiammazione associata.

I risultati hanno dimostrato che il THC era il più efficace dei tre se usato da solo a una dose sufficiente, il CBD era inefficace da solo e la sulfasalazina era solo leggermente efficace.

Gli studiosi hanno però scoperto un effetto sinergico quando hanno combinato una dose più bassa di THC con il CBD. Questo trattamento si è mostrato ancora più vantaggioso.

Ciò potrebbe significare che un trattamento futuro che combina una dose più bassa di THC con CBD potrebbe essere più sicuro e avere meno effetti collaterali.

A differenza della sulfasalazina, il THC da solo e combinato con il CBD ha anche migliorato la funzione del movimento muscolare del colon.

In un altro studio effettuato sugli animali, i ricercatori hanno utilizzato diversi metodi per testare l’efficacia del CBD nel ridurre l’infiammazione nella colite.

Hanno scoperto che la somministrazione di CBD dopo aver indotto l’infiammazione la riduceva e la somministrazione di CBD prima di indurre l’infiammazione ne impediva del tutto il verificarsi.

Gli studiosi hanno scoperto che il CBD colpisce alcune cellule (cellule gliali enteriche) che sono la prima linea di difesa contro i patogeni dannosi.

In presenza di agenti patogeni, queste cellule normalmente stimolano il processo infiammatorio producendo una proteina specifica ma il CBD ne modula la produzione, riducendo così l’infiammazione nel tratto gastrointestinale.

Il dosaggio consigliato è da 3 a 30 mg di CBD due volte al giorno.

Anche il THC, se tollerato, può aiutare a ridurre il dolore. Si raccomanda di rivolgersi al proprio medico prima di procedere con l’assunzione.

Carrello