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plastica di canapa

Plastica di canapa: facciamo la differenza!

Uno dei danni più importanti che sta subendo il nostro pianeta è senza dubbio l’eccessivo utilizzo di plastica che facciamo. Ogni anno vengono prodotte circa 250-300 milioni di tonnellate di plastica, di cui solamente il 10% viene riciclato. Il resto finisce in discarica o nell’ambiente come strame. La maggior parte delle plastiche prodotte oggi derivano dal petrolio e rilasciano gas nocivi nell’atmosfera, inquinando l’acqua, la fauna, la terra.

Solo negli ultimi anni i cambiamenti climatici così repentini e percepibili hanno fatto rizzare le orecchie. Ci siamo resi conto che l’ambiente va preservato e che tutti questi cambiamenti sono stati accelerati proprio dall’uomo. Per ridurre quanto più possibile l’impronta negativa dell’uomo sulla terra, dobbiamo innanzitutto cercare degli approcci ecocompatibili alla plastica. E, senza andare troppo lontani, la soluzione ce la potrebbe dare proprio la cannabis: con questa pianta, infatti, è possibile realizzare la plastica di canapa.

Vediamo di cosa si tratta, come viene realizzata, quali sono le sue caratteristiche e i suoi vantaggi.

Cos’è la bioplastica

Per spiegare cos’è la canapa bioplastica bisogna fare un passo indietro e capire bene cosa si intende per bioplastica. Le bioplastiche sono plastiche che derivano da fonti rinnovabili di biomassa. A seconda del processo di produzione, possono essere biodegradabili, al 100% privi di tossicità e prodotti in maniera sostenibile. Non si tratta di un’idea innovativa, tuttavia è stata ampiamente ignorata per un lungo tempo, a causa della scelta di alternative più economiche a base di petrolio.

Le risorse utilizzate nelle bioplastiche hanno un impatto decisamente minore sull’ambiente. Alcuni studi, infatti, hanno dimostrato che possono ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2) del 30-80% rispetto alle plastiche tradizionali. Inoltre, le bioplastiche possono provenire da risorse carbon-negative (come ad esempio la canapa), con la conseguente eliminazione dei gas serra CO2 dall’atmosfera terrestre.

Canapa bioplastica

La canapa bioplastica è un composito di fibre naturali, che può tranquillamente andare a sostituire i materiali a base di petrolio. Si tratta di un composito biodegradabile, riciclabile e privo di tossine.

Le materie plastiche della canapa sono ricavate dal gambo della pianta. Esso, infatti, garantisce un alto quantitativo di cellulosa, necessaria per la costruzione in plastica. La cellulosa è il polimero organico più abbondante presente sulla Terra e svolge un ruolo fondamentale nelle pareti cellulari delle piante e in molte specie di alghe. Ciò che rende la canapa così indicata per la produzione di plastica è proprio la sua elevata percentuale di cellulosa (circa il 65-70%), oltre alle favorevoli caratteristiche di coltivazione e al basso impatto ambientale.

Le piante di canapa impiegano 3-4 mesi per crescere e si adattano a tutti i continenti (tranne l’Antartide). La rapida crescita delle piante di canapa è dovuta al fatto che esse assorbono CO2 dall’atmosfera. Inoltre, la canapa non richiede particolari pesticidi, fertilizzanti e acqua, pertanto la manutenzione è minima e non va ad intaccare in maniera dannosa l’ambiente.

Plastica di canapa: com’è nata l’idea?

La bioplastica ottenuta dalla canapa è conosciuta da diversi anni, tuttavia sono ancora in pochi a parlarne e questo materiale è ancora poco diffuso.
Ad oggi la plastica di canapa è utilizzata nel settore delle automobili, nell’elettronica, nell’abbigliamento, nell’edilizia, nell’arredamento, nella produzione di giocattoli.

Il primo a sperimentare la plastica di canapa nella produzione di automobili fu Henry Ford, che nel 1937 costruì la Hemp Body Car (o Ford Cannabis), il primo prototipo di macchina completamente realizzata con un materiale plastico ottenuto dalla lavorazione di semi di soia e semi di canapa e alimentata da etanolo di canapa. Purtroppo, però, lo scoppio della II guerra mondiale portò ad un arresto del progetto di Ford. La sua macchina in plastica di canapa cessò velocemente la produzione e anche dopo la fine della guerra non fu mai messa in commercio. 

Solo nel 2014, i temi della sostenibilità ambientale e industriale hanno colpito in particolar modo Giovanni Milazzo, un giovane ingegnere siciliano. Con l’aiuto di altri studiosi e in collaborazione con l’università di Catania, egli ha creato una start up proprio per la produzione della plastica di canapa. L’ha chiamata Kanèsis, vocabolo formato da una crasi tra il termine greco κίνησις (kinesis), cioè “movimento”, e appunto la parola “canapa”.

Cosa produce la Kanèsis

La Kanèsis produce plastica di canapa interamente eco sostenibile e composta anche da altri scarti sempre vegetali. È così che ha ottenuto un materiale di tipo termoplastico, molto più resistente e leggero della plastica di derivazione petrolchimica.
C’è un progetto innovativo affiancato proprio alla produzione di plastica di canapa che riguarda un sottile film in 3D, e che promette la creazione di pellicole di altissima qualità. Il nome provvisorio dato a questo prodotto all’avanguardia è “Hempbioplastic”.
Inoltre, la start up ha intenzione di produrre in futuro anche bioplastica in granuli, che possa dare vita a un materiale apparentemente simile al legno, ma decisamente più robusto.

Caratteristiche e usi

La plastica di canapa, oltre a non inquinare l’ambiente, ha anche molte altre caratteristiche positive. I suoi principali vantaggi sono:

  • E’ molto leggera ed elastica
  • Non è tossica
  • E’ più resistente della plastica prodotta dal petrolio
  • Resistente al calore
  • E’ 10 volte più resistente dell’acciaio

Grazie a queste caratteristiche, la bioplastica di canapa è particolarmente indicata per la realizzazione di particolari per il settore automobilistico. Oltre che per produrre specchietti retrovisori e altri elementi di questo genere, sembra che possa essere addirittura utilizzata per sostituire la lamiera in acciaio. Inoltre, la plastica di canapa può essere utile per realizzare attrezzature per l’agricoltura, oggetti di uso comune, componenti per l’elettronica, giocattoli e tanto altro.

Il futuro della bioplastica

Secondo uno studio effettuato da WEF (World Economic Forum), tra meno di 10 anni nei nostri oceani ci sarà una tonnellata di plastica per ogni 3 tonnellate di pesce. La situazione ambientale degli ultimi tempi ci ha costretti a guardare con occhi diversi il futuro, se non per noi stessi quantomeno per le generazioni che verranno. Le materie plastiche sono diventate parte della nostra vita quotidiana, ma non possiamo più ignorare l’impatto negativo che hanno sul pianeta.

Le bioplastiche sono una soluzione reale per ridurre al minimo la nostra impronta ecologica. La plastica di canapa ha tutte le caratteristiche per sostituire la plastica tradizionale, quindi perchè non utilizzarla?

Aziende come la Kanèsis sono fondamentali per comprendere le possibilità di utilizzo della canapa nella produzione di bioplastiche. Le loro tecniche innovative dimostrano la versatilità e le proprietà estetiche, sfruttando le proprietà ecologiche della canapa. Noi ci auguriamo che questa azienda possa essere da esempio per molte altre attività nascenti.

La plastica di canapa può davvero fare la differenza. Sta a noi scegliere.

Conclusioni

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