VAPORIZZATORE

Al giorno d’oggi i metodi per assumere cannabis sono molteplici. C’è chi preferisce il metodo classico e quindi fumarla, chi la ingerisce attraverso tisane, cibi o oli, chi per particolari esigenze la utilizza ad uso topico e chi preferisce metodi alternativi, come il dabbing o tramite vaporizzatore. E’ proprio quest’ultimo che di recente si è particolarmente diffuso.

Ma perché il metodo di vaporizzazione della cannabis suscita così interesse? Scopriamolo insieme!

COS’E’ LA VAPORIZZAZIONE

La vaporizzazione è un processo attraverso il quale una sostanza si trasforma in uno stato aeriforme. Questo può avvenire secondo due modalità differenti: l’evaporazione o l’ebollizione.

L’evaporazione si verifica in modo lento e regolare, interessa soltanto gli strati superficiali del liquido e avviene a tutte le temperature, ma con diverse intensità. L’ebollizione, invece, accade velocemente e in modo burrascoso, interessa l’intera massa del liquido e avviene ad una determinata temperatura (detta punto di ebollizione), che resta costante durante tutto il processo.

La differenza tra vaporizzare e fumare la cannabis consiste nel fatto che vaporizzandola non si brucia, ma semplicemente si riscalda fino ad una certa temperatura. Il calore attiva i cannabinoidi ed i terpeni della cannabis, liberandoli in un vapore che può essere inalato.

VAPORIZZATORE: PERCHE’ UTILIZZARLO

Assumere CBD tramite un vaporizzatore, è certamente la maniera più salutare per apprezzarne le caratteristiche. Rispetto al fumare, vaporizzare la cannabis offre numerosi vantaggi, come ad esempio l’utilizzo di dosi minori e una minore probabilità di generare composti potenzialmente tossici. Questo metodo è particolarmente indicato per chi cercano un sollievo immediato dai sintomi di una patologia, come nel caso di vomito, spasmi muscolari o dolore. Utilizzando il vaporizzatore, i costituenti della cannabis vengono assorbiti rapidamente nel sangue attraverso i polmoni e raggiungono i livelli massimi nel plasma in soli pochi minuti. Per questo motivo gli effetti sono praticamente istantanei e il consumatore può fermarsi non appena sente di aver raggiunto la dose necessaria.

Diversi studi hanno dimostrato come questa metodologia di somministrazione sia efficace nel diminuire la sintomatologia respiratoria, soprattutto nei pazienti asmatici. La maggior parte di loro, dopo avere iniziato l’inalazione di cannabis tramite vaporizzatore, ha visto diminuire la necessità di utilizzare gli inalatori. Questo a conferma di tutte le ricerche che hanno dimostrato come la cannabis abbia importanti effetti broncodilatatori.

Uno studio statunitense effettuato su diverse persone che inalavano cannabis, ha dimostrato quanto l’uso di vaporizzatori sia efficace nel ridurre tosse, catarro e senso di oppressione al petto. L’uso di vaporizzatori, infatti, è in grado di incidere positivamente sulla funzionalità respiratoria in breve tempo.

Uno studio molto importante condotto nel 2010, intitolato “Pulmonary function in Cannabis users: support for a clinical trial of the vaporizer”, ha dimostrato come il miglioramento polmonare di chi è passato dal fumo tradizionale all’uso del vaporizzatore, dopo un mese sia pari a quello di chi smette di fumare del tutto.

COME FUNZIONA IL VAPORIZZATORE?

Attualmente in commercio sono disponibili vaporizzatori basati su due principi differenti: a conduzione e a convenzione. Nel primo caso l’erba si riscalda attraverso il contatto con la superficie calda. Il materiale vegetale, infatti, viene inserito in una camera di riscaldamento e portato ad alte temperature. In questo modo cannabinoidi e terpeni iniziano ad evaporare.

Nei vaporizzatori a convezione, invece, la cannabis non viene scaldata attraverso il contatto diretto con la camera, ma attraverso il passaggio dell’aria calda generata da una fonte di calore posizionata più in basso. A differenza dei vaporizzatori a conduzione, in questo caso è sconsigliato tritare o macinare la cannabis.

I vaporizzatori a conduzione sono consigliati per i principianti, in quanto risultano più semplici e pratici da utilizzare. I vaporizzatori a convezione, invece, sono normalmente più impegnativi, più appaganti a livello olfattivo e gustativo e quindi adatti ad esperti e appassionati.

La vaporizzazione è un’alternativa certamente più pulita e pratica, purché gli strumenti utilizzati siano regolarmente puliti, liberandoli da eventuali residui ed impurità che andrebbero ad incidere sull’utilizzo successivo, ma anche sulla propria salute.

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